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LA CLASSIFICAZIONE DEGLI ESSERI VIVENTI

 La classificazione degli esseri viventi più usata, si deve al naturalista svedese Carl von Linné (Råshult 23/5/1707 - Uppsala 10/1/1778) il cui nome venne latinizzato e italianizzato in Carlo Linnèo, che ha assegnato agli organismi viventi due nomi: uno per il genere, con l'iniziale maiuscola e uno per la specie con l'iniziale in minuscolo; entrambi i nomi vanno inoltre scritti in corsivo (ad esempio Homo sapiens).

La sistematica per arrivare a classificare un individuo, utilizza diverse categorie, in senso gerarchico dalla più piccola alla più grande abbiamo:

 La Specie è la categoria fondamentale, è l'insieme di tutti gli individui con caratteristiche simili che, accoppiandosi, generano figli simili ai genitori e fecondi, cioè capaci a loro volta di generare figli.

I biologi distinguono tra specie biologica ovvero gruppo di popolazioni naturali i cui membri sono potenzialmente capaci di incrociarsi tra loro per produrre una progenie fertile e viene usato per classificare gli animali, in particolare i mammiferi e specie morfologica: che indica un gruppo di popolazioni naturali che presentano un particolare insieme di caratteri morfologici che si usa per alcuni animali (es. insetti) e per le piante perchè sarebbe troppo complesso seguire il ciclo riproduttivo di più generazioni per verificare l’appartenenza ad una specifica specie.

Il Genere raggruppa specie simili tra loro, per esempio cane e lupo appartengono al genere Canis;

La Famiglia raggruppa generi simili tra loro. Il nome della famiglia termina in "aceae" per le piante, le alghe e i funghi. La volpe, il cane e il lupo vengono raggruppati nella famiglia dei canidi;

L'Ordine raggruppa più famiglie simili tra loro. Il cane e il leone vengono raggruppati nell'ordine dei carnivori;

La Classe raggruppa gli ordini simili tra loro. Gli animali che partoriscono, possiedono le mammelle per allattare, e la pelle coperta di peli sono raggruppati nella classe dei mammiferi

Il Phylum (tipo quando si riferisce alla zoologia, divisione in botanica): raggruppa diverse classi simili;

Il Regno è la categoria sistematica più ampia e comprende più phyla.

Il progresso scientifico ha portato a stabilire nuove metodologie di studio che hanno comportato suddivisioni più complesse spesso basate su teorie non accolte da tutta la comunità scientifica, pertanto stando alle teorie più accreditate:

 I regni degli esseri viventi sono 5, Monere, Protisti, Funghi, Piante, Animali.

Monere: sono organismi microscopici, unicellulari, procarioti (privi cioè di un nucleo quindi il materiale genetico è libero nel citoplasma) in altre parole tutti i tipi di batteri;

Protisti: sono un gruppo eterogeneo di organismi unicellulari o pluricellulari, con caratteristiche nutrizionali simili a quelle delle piante (protisti autotrofi, come le alghe rosse e le alghe verdi), o a quelle di funghi e animali (protisti eterotrofi, tra cui sono annoverate le amebe, i foraminiferi, i radiolari). La principale caratteristica che differenzia i Protisti dalle Monere è il fatto di essere organismi eucarioti cioè dotate di membrana che separa il nucleo vero e proprio dal citoplasma.

Funghi: sono organismi eucarioti, unicellulari - come i lieviti - o più frequentemente pluricellulari, formati da filamenti più o meno strettamente ammassati in una struttura complessivamente chiamata micelio.

Piante: sono organismi eucarioti, pluricellulari, autotrofi (riescono a sintetizzare composti organici attraverso il processo di fotosintesi clorofilliana).

Animali: sono organismi eucarioti, pluricellulari, eterotrofi (non in grado di sintetizzare le proprie molecole organiche autonomamente).

 Il Dominio è Il livello più alto della classificazione scientifica, ovvero dovrebbe esserlo e dovrebbero essere tre perlomeno secondo una teoria, piuttosto condivisa, risalente al 1990, del biologo statunitense Carl Woese (1928-2012):

Bacteria (batteri); procarioti unicellulari, cioè organismi in cui le cellule non hanno un nucleo delimitato da una membrana,

Archaea (archei); anch’essi procarioti, hanno una differente composizione chimica della membrana cellulare che gli permette di abitare degli ambienti più estremi ed inospitali della Terra. La distinzione tra batteri e archei è molto recente (1990) e molto controversa. Infatti l’ultima teoria in ordine di tempo, riportata da wikipedia, risalente al 2004 prevede che Bacteria e Archaea appartengano all’unico dominio dei Prokaryota e indica 7 regni (anzichè i 5) Animalia, Fungi, Plantæ, Protozoa, Bacteria e Archaea.

Eukarya (eucarioti), sia unicellulari sia pluricellulari hanno un nucleo delimitato da una membrana.

Dal  2003 nella comunità scientifica è emerso con forza il concetto di "vita" senza struttura cellulare quindi sopra al dominio si porrebbe una ulteriore distinzione tra Acytota cioè i virus e gli organismi cellulari che sarebbero detti Cytota

 

Sembrerebbe che la natura abbia da tempo considerato l’uomo come “essere nocivo”, per cui ogni giorno cerca nuovi metodi per eliminarlo, ad esempio con i Virus. Tra tutte le forme di vita, il Virus è sicuramente il peggior nemico, l’unico in grado, oltre a noi stessi, di far estinguere l’umanità in tempi relativamente brevi.

Il termine virus viene dal latino virus che significa "veleno" e mai termine fu più azzeccato: è un agente infettivo di dimensioni ultramicroscopiche, costituito essenzialmente di materiale genetico circondato da un rivestimento (involucro detta capside) formato da proteine lipidiche (grassi) complesse.

 I virus si comportano come parassita obbligato, in quanto si replicano esclusivamente all'interno delle cellule viventi di altri organismi, possono infettare tutti i tipi di forme di vita, dagli animali, alle piante, ai microrganismi, compresi batteri. Esistono rarissimi virus che parassitano persino altri virus.

Furono scoperti tra il 1892 e il 1898. Da allora sono state descritte in dettaglio circa 5.000 specie di virus anche se si ritiene che ve ne siano milioni di diversi tipi.

Si potrebbero definire come una forma di vita che esiste senza possedere una struttura cellulare.

 Il virus non possiede nessuna delle caratteristiche di un essere vivente: non ha un metabolismo, non ha capacità movimento, non può replicarsi senza un organismo ospite. I Virus pertanto non sono altro che materiale organico inerte, privo di qualunque caratteristica di vita.

I virus sono privi di citoplasma e di dispositivi metabolici e possono moltiplicarsi solo all'interno di una cellula viva; per tale ragione è aperto il dibattito fra la comunità scientifica su se i virus siano da considerarsi forme di vita o strutture organiche che interagiscono con gli organismi viventi.

Dal 2003, la comunità scientifica si pone il problema se inserire, nella classificazione della natura, sopra al dominio, una ulteriore distinzione tra Acytota cioè i virus e gli organismi cellulari che sarebbero detti Cytota.

I virus vengono trasportati passivamente finché non trovano una cellula da infettare. L'infezione di una cellula ospite richiede il legame con proteine specifiche della membrana. Nelle cellule infettate assumono il controllo di parte dell'attività biosintetica cellulare al fine di produrre nuovi virioni. alcuni virus possono inserire fisicamente il loro genoma in quello dell'ospite in modo che sia replicato insieme ad esso.

i virus possono essere rilasciati dalla cellula ospite per lisi, un processo che uccide la cellula rompendo la sua membrana e la parete cellulare

I virus vengono trasmessi in vari modi: quelli delle piante da pianta a pianta per mezzo degli insetti in genere, negli animali da insetti succhiatori di sangue; i virus influenzali si diffondono attraverso la tosse e gli starnuti; altri sono trasmessi per via oro-fecale attraverso il contatto, entrando nel corpo con il cibo e le bevande o attraverso il contatto sessuale e dall'esposizione a sangue infetto.

Negli animali, le infezioni virali provocano una risposta immunitaria che solitamente elimina il virus infettante. Le risposte immunitarie possono essere sollecitate anche da vaccini.

 L'origine dei virus non è chiara perché non formano fossili, ci sono varie e a volte fantasiose ipotesi, ad esempio c’è persino chi li considera di provenienza extraterrestre, più semplicemente potrebbero essere stati una volta delle piccole cellule parassitarie di cellule più grandi, oppure che si siano evoluti da frammenti di DNA o RNA che sono "sfuggiti" da geni di un organismo più grande, o anche che si siano evoluti da molecole complesse di proteine e acidi nucleici contemporaneamente alla prima apparizione sulla Terra della cellula e sarebbero rimasti dipendenti dalla vita cellulare per miliardi di anni.

Fino ad oggi, non ci sono dimostrazioni che nessuna di queste ipotesi sia corretta

Ci sono anche i Prioni sono proteine infettive che non contengono DNA o RNA.

Esempio di classificazione

Dominio: Eukaryota (Con cellule dotate di nucleo)

Regno: Plantae

Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)

Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)

Divisione: Angiospermae o Magnoliophyta (Piante con fiori)

Classe: Magnoliopsida (piante con dicotiledoni che sono le primissime foglioline che nutrono la piccola pianta durante i primi stadi dello sviluppo.)

Ordine: Cucurbitales o Violales (secondo il tipo di classificazione) - 7 famiglie oltre 2300 specie

Famiglia: Cucurbitaceae - 134 generi oltre 900 specie

Genere Cucurbita – 18 specie tra cui Cucurbita maxima (zucche); Cucurbita moschata (zucchette) e Cucurbita pepo: (sopratutto zucchini)

La specie può a sua volta essere suddivisa in sottospecie (subsp.), varietà (var.) o cultivar (cv.) cioè popolazioni presentanti particolari caratteristiche che le differenziano per alcuni caratteri morfologici da altre della stessa specie. La sottospecie è una popolazione con differenze tali da non poter assurgere al rango di specie a se stante. Nella varietà tali differenze sono ancora più sfumate, per cui l'autore ritiene di non poter istituire una sottospecie. Discorso a parte meritano le cultivar (acronimo derivato dall'inglese cultivated variety), che altro non sono che varietà selezionate dall'uomo in base ad alcuni caratteri ornamentali o produttivi, caratteri mantenuti stabili nel tempo mediante tecniche di riproduzione vegetativa (talea, innesto, margotta, ecc.). Il nome della cultivar si scrive generalmente con l'iniziale maiuscola, racchiuso tra due apostrofi e va sempre pronunciato nella lingua originale.

Ogni specie è individuata esclusivamente dal nome generico e da quello specifico, seguiti dall'eventuale sottospecie o varietà e dal nome abbreviato dell'autore che ha effettuato la classificazione.

Col progredire degli studi genetici e delle tecniche di propagazione sono nel tempo comparse anche piante ibride, che possono essere di due tipi: ibridi interspecifici, cioè derivati da due specie appartenenti allo stesso genere, oppure ibridi intergenerici, derivati da due specie appartenenti a generi affini ma diversi.

 Gli ibridi interspecifici sono contraddistinti da una lettera x (minuscola) posta tra il nome del genere e quello della specie (es. Abutilon x hybridum), mentre gli ibridi intergenerici vengono indicati con una X (maiuscola) che precede l'epiteto generico (es. X Cupressocyparis leylandii è un ibrido tra i generi Cupressus e Chamaecyparis). Le cultivar ibride possono talvolta essere indicate senza l'epiteto specifico (es. Ceanothus x 'Edinensis').

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