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Le Apiaceae conosciute anche come Umbelliferae sono una famiglia di piante che comprende circa 3000 specie suddivise in 420 generi presenti in tutte le zone temperate del mondo. La caratteristica di questa famiglia è l'infiorescenza tipica a ombrella. Le principali verdure di questa famiglia sono carota e finocchio, altre Umbelliferae sono usate principalmente in cucina per insaporire come prezzemolo, sedano, aneto, cerfoglio, coriandolo, cumino. Ci sono poi tra le Umbelliferae ortaggi rari come pastinaca e achillea e anche la cicuta.

Sono considerate piante diuretiche, lipolitiche, stimolanti delle secrezioni digestive, decongestionanti, antinfiammatorie, eccitanti del sistema nervoso.

Gli ortaggi della famiglia delle Umbelliferae presentano tutti la caratteristica di una crescita iniziale molto lenta, in cui temono particolarmente le erbe infestanti. non amano troppo concime.

Prezzemolo Carota Sedano Finocchio

 

Prezzemolo Petroselinum hortense o secondo la più recente classificazione Petroselinum sativum Genere: Petroselinum E' una pianta biennale se coltivata, perenne se allo stato spontaneo in pieno sole, ma preferibilmente a mezz'ombra, con radici profonde. Prelevare le foglie più grosse  tagliando la pianta a pochi centimetri dalla base e lasciando poi ricacciare nuovi germogli.

è opportuno eliminare gli steli fiorali altrimenti la pianta non produrrà più nuovi steli. E' una pianta a crescita molto rapida per cui una volta tagliato, getta subito dei nuovi steli. Semina diretta luna crescente (Fatta semina direttamente in campo con ottimi risultati, biennale senza problemi, tagliato ricresce subito)

 

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Carota Daucus carota è stata coltivata per la prima volta 5000 anni fa in Afganistan, in origine di colore viola o gialla, arrivarono in occidente verso la fine del medioevo, ma i romani coltivavano una specie simile la Pastinaca sativa che era ed è bianca. E' diventata arancione a partire da XVII secolo in Olanda probabilmente per mutazione naturale, ma la leggenda vuole che sia avvenuto in onere della dinastia olandese degli Orange. Altra leggenda è quella che mangiare carote migliora la vista, fu diffusa in Inghilterra per spingerne il consumo durante la seconda guerra mondiale in sostituzione di alimenti che scarseggiavano, inoltre fu anche diffusa la leggenda che favorisce la vista notturna per celare l'invenzione dei radar... Queste leggende sulla vista nascono da una verità ovvero che l'organismo trasforma il carotene in vitamina A e la carenza di vitamina A peggiora la vista, quindi non la migliora, ma impedisce che peggiori.

 Tipica pianta biennale, nel primo anno forma la radice a fittone e le foglie, e nel successivo sale a fiore e produce semi durante la stagione calda. Si coltiva negli orti come pianta annuale dal momento che si utilizza la radice. Esistono numerose varietà precoci e tardive, a radice lunga e corta. Può seguire porro o aglio come coltura da rinnovo. Non può essere ripetuta prima di tre anni per evitare attacchi dei parassitari, usare invece terreni precedentemente occupati da pomodori, cavoli o zucche.

Il terreno va ben preparato, reso molto soffice. La concimazione deve essere abbondante perché la carota è molto avida di elementi nutritivi. Semina diretta da febbraio a marzo. Si può proseguire scalarmente ogni 20 giorni circa, per averle pronte da raccogliere per un lungo periodo di tempo. La semina va preferibilmente eseguita con luna crescente (altra fonte calante). Innaffiare regolarmente senza eccedere. Raccoglierle senza lasciarle troppo nel terreno, per non provocare spaccature, inverdimento del colletto o emissioni di radici laterali.

Fatta semina direttamente in campo con ottimi risultati, provare a seminare a scalare in terreno setacciato e morbido. Vangare a fondo, almeno lunghezza carota, sciogliere bene la terra e addizionarla con un po’ di sabbia per renderla più soffice. Invece che a sparso fare dei solchetti ravvicinati e mettere un semino ogni 5 cm poi ricoprire con di 2-3 mm di terra. 

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Sedano (Apium graveolens) Apium deriva dal termine celtico “apon” che significa acqua mentre graveolens si traduce con forte odore cioè una pianta che ama l’acqua e dal forte odore, conosciuto come pianta officinale fin dagli antichi greci, Ippocrate, lo considerava un ottimo rimedio per i nervi sconvolti ed i greci, per i quali rappresentava una pianta sacra tanto da dedicargli una città Selinunte che era situata sulla costa Sud-occidentale della Sicilia, Omero cita il sedano nell’Odissea narrando che Achille guarì il suo cavallo malato facendogli mangiare le foglie del sedano, ma anche nell’Antico Egitto a partire dal 1400 a.C. sono state rinvenute nelle tombe ghirlande di sedano che ornavano il capo delle mummie. E’ anche probabile che gli antichi Romani utilizzassero le foglie più tenere di questa pianta come verdura condite con sale e olio.

Il sedano è composto, come la maggior parte delle verdure, di acqua, ma è poco energetico perché è scarso di proteine, zuccheri e grassi, le fibre invece costituiscono una parte rilevante di questa aromatica e per questo motivo il suo consumo aiuta a regolarizzare le funzioni intestinali.

 Le foglie e le radici sono diuretiche, sudorifere, depurative ed impiegate oltre che per stimolare l’apparato urinario, come coadiuvanti in caso di reumatismi, uricemia, renella, catarri vescicali ed obesità in quanto sono attribuite proprietà digestive e stimolano la secrezione biliare; inoltre, ha la spiccata proprietà di favorire l’eliminazione dei gas intestinali. Possiede anche la capacità di stimolare il metabolismo e risulta indicato nei casi affaticamenti ed esaurimento dovuto a stress.

Il sedano è dotato di molti minerali sodio, potassio, calcio, magnesio e selenio e contiene anche le vitamine A e C. La presenza di nitrati favorisce il controllo degli zuccheri e aiuta a regolarizzare il colesterolo nel sangue. Alcuni studi hanno scoperto che il sedano, avendo dei particolari ormoni, stimola l’attività delle ghiandole surrenali e sessuali infatti un tempo si diceva che questa verdura aveva proprietà afrodisiache.

La pianta di sedano risulta essere perenne, o anche biennale, anche se in genere, al momento del raccolto, si taglia tutta la pianta alla base, rendendo difficile produrre una nuova gamba di sedano sulle stesse radici. Volendo è però possibile raccogliere solo qualche foglia alla volta, tagliando il picciolo alla base, mantenendo la coltivazione sempre delle stesse piante nel tempo. Il sedano infatti non teme il freddo, anche se capita a volte che le piante più vecchie tendano a produrre fogliame molto più coriaceo e profumato, tanto da rendere necessario la sostituzione delle piante. Dal secondo anno si origina il fusto fiorifero, che è cavo al suo interno, molto ramificato ed alto fino al massimo di un metro. 

E’ coltivato in Italia fin dall’antichità è usato per insaporire zuppe e minestre. Dà sapore ai soffriti se unito alla cipolla e alla carota. Oltre che come aromatica il sedano viene spesso consumato fresco, pinzimonio, oppure tagliato sottile nelle insalate e ciò è valido sia per il sedano classico sia per quello rapa. Ottimo l'abbinamento del gambo di sedano tenero con del buon gorgonzola, o altro formaggio cremoso, un antipasto sfizioso e semplice da preparare.

Esistono tre tipologie di sedano:

La varietà dulce, che è il tipico sedano da costa, è quella sicuramente più diffusa; l'apparato radicale è sottile e dritto, la sua coltivazione è sviluppata per ottenere principalmente il gambo, chiamato anche costa. Si conoscono tre diverse varietà:

  • il sedano a coste verdi, le tipologie più coltivate sono il verde di Chioggia, il verde Pascal [Varietà a coste grossissime di grande produzione ; si conserva bene per l'inverno provo nel 2017], il verde di Perpignano, il verde di Trevi ed il gigante di Romagna;

  • per la tipologia a coste dorate si ha il dorato d’Asti, il gigante dorato ed il verga d’oro

  • per il tipo a coste bianche vi sono il lepade, il nicolaus invernale, il bianco di Sperlonga ed il perla.

La varietà rapaceum è conosciuta come sedano rapa o sedano di Verona; la radice è un grosso tubero rotondo, sviluppata nella regione del colletto, la polpa è bianca con un sapore simile al sedano da costa. Questa varietà si consuma cotta, ad esempio nelle zuppe oppure nei minestroni, oppure cruda aggiunta alle insalate miste, gustata in pinzimonio o nella piemontese bagna cauda.

La varietà silvestre, o sedano da taglio, ha un sapore aspro e particolarmente forte, usato per le foglie come condimento.

I semi vengono seminati in semenzaio in luna calante per poi porle a dimora nell’orto nella tarda primavera quando raggiungono i 15-20 cm di altezza, dimensioni che il sedano raggiunge dopo due mesi dalla germinazione, in terreno ricco e sciolto, a cui si mescola una buona quantità di stallatico; le piantine vengono posizionate a circa 35 cm di distanza le une dalle altre, formando file distanziate 40 cm. Il sedano ama moltissimo l’acqua, si tratta di una pianta di origine palustre e richiede umidità costante, se non riceve abbastanza acqua, i gambi diventeranno legnosi e amari. Per mantenere il terreno fresco e umido, si può aggiungere sul terreno circa cinque cm di pacciamatura, in questo modo si riduce anche la possibilità di erbe infestanti concimare con fertilizzante ricco d’azoto fino al raccolto.

Le foglie e gli steli possono essere raccolti durante tutta la stagione vegetativa e consumati freschi o surgelati (tagliati a pezzetti e posti in sacchetti non necessita di nessun tipo di trattamento e ciò va a vantaggio della sua salubrità). Le radici andrebbero estirpate in autunno, ma si può provare a vedere se riescono e come a superare l’inverno.

La malattia più comune che colpisce la pianta di Sedano e la Septoriasi che danneggia le foglie facendole diventare scure, mentre tra i parassiti il peggiore nemico è rappresentato dalla mosca minatrice che come si evince dal nome mina la parte interna delle coste. Altri pericoli vengono dai roditori e dalle lumache.

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Finocchio (Foeniculum vulgare) Ha bisogno di temperature non troppo basse, la temperatura ottimale di sviluppo del finocchio è quella che va dai 15 ai 20 °C, ma la pianta si sviluppa anche a temperature inferiori, fino a 4-5 gradi. In pratica, le diverse varietà di finocchio rispondono bene ad un clima piuttosto specifico, per cui occorre coltivare la varietà più adatta. Infatti qualsiasi varietà, coltivata al di fuori del periodo a lei gradito, darà molto probabilmente risultati scarsi e tenderà a fiorire precocemente, cioè prima di formare il grumolo.

Come in molte piante erbacee è possibile distinguere una fase vegetativa, caratterizzata dello sviluppo dell’apparato fogliare, da una fase riproduttiva, nella quale si ha l’allungamento degli internodi che culmina con la fioritura e la fruttificazione. Queste fasi sono regolate dalla temperatura e dal fotoperiodo: (rapporto tra lunghezza del giorno e quella della notte): fotoperiodo lungo e alte temperature stimolano e favoriscono la fioritura, mentre il fotoperiodo breve e temperature più miti favoriscono la fase vegetativa e garantiscono la produzione di grumoli migliori.

Il finocchio se si semina dopo il solstizio d’estate in luna calante (altrimenti un’elevata percentuale di piante monta a fiore) in pieno campo, consente una crescita più regolare e veloce e uno sviluppo migliore, all’inizio dell’estate da luglio a settembre (la tradizione savonese dice il 16 luglio, Madonna del Carmine) in quanto una semina anticipata stimola la fioritura precoce. I semi si interrano in semenzaio oppure direttamente a dimora il terreno deve essere ben lavorato e morbido, nei terreni molto compatti il grumolo tende a svilupparsi fuori terra in queste condizioni inverdisce e sviluppa germogli tra le guaine, in file distanti 40-45 cm spaziandole di circa 20-25 cm, coperti con appena 1 cm di terriccio. Dopo circa una ventina di giorni dalla nascita si può procedere al diradamento, lasciando una pianta ogni 25 cm circa sulla fila. Praticare il rincalzo per ottenere grumoli più succosi e dolci, farli imbianchire e proteggerli dal gelo non appena il grumolo comincia a svilupparsi si interviene 3-4 volte accostando del terreno al grumolo stesso, coprendolo con la terra; viene raccolto dopo circa 80 - 160 giorni.  

Viene coltivato per il grumolo, che è costituito da un insieme di guaine fogliari, bianche, spesse, serrate, che sovrapponendosi le une alle altre alla base del fusto, assumono una forma globosa. E’ ricco di anetolo, un’essenza ad azione antibatterica, presente soprattutto nei semi e alla base del suo tipico aroma, simile all’anice.

(Fatti vari tentativi in semenzaio o direttamente in campo con risultati scadenti, anche provato ricalco ecc. cresce dritto senza grumolo e va in fiore)

 

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