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Ginepro comune (Juniperus communis L.) famiglia Cupressaceae, comprende 30 generi, tra i quali, il cipresso, le specie sono circa 130; tra le Cupressaceae, in particolare nel genere Sequoie, si annoverano alberi tra i più grandi e longevi esistenti.

Il ginepro è una conifera comune in luoghi aridi, incolti o boschivi fino ad altezze di 2.500 m s.l.m., con alcune sottospecie adattate alle alte quote. Appare quale arbusto o alberello sempreverde, alto da 1 a 10 m, con foglie lineari-aghiformi, pungenti, riunite in verticilli di 3. La pianta è dioica, ossia le sue spore producono gametofiti unisessuati. Gli sporofiti maschili sono piccoli coni cilindrici-ovoidali di colore giallastro producenti gametofiti protetti in grani di polline. Quelli femminili appaiono come piccoli coni di colore verdastro. L'impollinazione avviene quando un grano di polline atterra su di una parte femminile della pianta. I semi maturano nell'autunno successivo all'impollinazione e sono racchiusi in un cono di colore brunastro chiamata galbulo; squamoso e pruinoso, è composta da 4 squame carnose saldate tra loro contenenti da 1 a 3 semi angolosi ricchi di un olio essenziale aromatico. Per il loro aspetto i coni sono facilmente scambiati per bacche e dunque volgarmente chiamati "bacche di ginepro". Sono ampiamente apprezzati per le loro doti aromatiche.

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Dragoncello chiamato anche estragone (Artemisia dracunculus) famiglia Asteraceae o Compositae: è una pianta perenne, aromatica e amara, è originaria della Siberia del sud, in Italia è solo coltivata, non ne esiste una versione spontanea. Il fusto forma dei cespugli che possono raggiungere l'altezza di circa un metro con radici legnose; ha fiori piccoli e di colore verde-giallastro, riuniti in infiorescenze a forma di pannocchia, la fioritura ha luogo da luglio a ottobre. Le foglie sono sottili, lucenti e di colore verde scuro. Il frutto è di un aroma piccante. Produce raramente semi fertili e quindi può essere riprodotta solo per divisione dei cespi e per talea anzi, se si vuole il vero dragoncello francese (estragone) si ottiene solo in questo modo, cioè dalla pianta originale. Dal seme commerciale, invece, si potrebbe ottenere un dragoncello di varietà diversa, detto "russo", che è molto meno profumato.

Va messo a dimora in aprile-maggio; predilige i luoghi soleggiati e riparati e terreni fertili e sabbiosi. Staccare le foglie da utilizzare fresche durante tutta la stagione di crescita. In autunno, prima che la pianta si spogli, sfalciare a circa 10 cm dal suolo e appendere i rametti riuniti in mazzi, capovolti, in un posto asciutto affinché si secchino. In questo modo riesce a conservare a lungo sia il colore che il profumo.

 Per il suo profumo delicato tra l’anice e il sedano è adatto per insaporire piatti di pesce, frittate, formaggi freschi e ripieni; è usato per profumare e rende particolarmente saporiti gli arrosti e le bistecche. Può essere usato per aromatizzare l'aceto o i sottaceti, inserendone un rametto nella bottiglia. Si usa per la Conservare_cucinare.htm#Salsa__Bernese. Ha proprietà aperitive, toniche, terapeutiche, digestive, pare che, masticandolo, faccia passare il singhiozzo.

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Cerfoglio (Anthriscus cerefolium) famiglia umbelliferae: è una pianta erbacea con un delicato aroma di anice e il sapore di prezzemolo; cresce velocemente, non ama essere trapiantata: meglio, quindi, seminare direttamente in luogo definitivo, senza far sprofondare i semi nel terreno. In coltivazione se ne possono trovare due varietà: il cerfoglio comune, molto profumato, con foglie finemente incise e piatte. e quello riccio, più decorativo, ma meno profumato, le cui piante restano produttive per più tempo. Le prime foglie compaiono in breve tempo, è consigliabile raccoglierla al momento dell'utilizzo, perchè conservata perde in aroma. In estate produce piccoli fiori rosa o bianchi raggruppati a ombrelle. La cimatura costante ritarda la fioritura, allungando il periodo del raccolto.

Non teme il freddo, La raccolta si effettua scalarmente nel corso di tutto l’anno, in primavera, prima della fioritura, l’aroma è più intenso. Quando si vogliono prendere alcuni rami di cerfoglio è sempre meglio tagliare i fusti laterali e non quelli centrali, di modo che la pianta possa continuare a svilupparsi. Essendo una pianta rustica, non viene quasi mai attaccata da malattie e parassiti.

importata dai Romani dalla Russia meridionale, dal Caucaso e dal Medio Oriente; si è naturalizzata nella flora europea, americana e nordafricana.

È indicato dovunque possa essere usato il prezzemolo, al quale spesso è preferito per il suo sapore più delicato. È importante aggiungerlo solo a fine cottura, così che il gusto piacevole e le sue proprietà non si disperdano infatti è ricco di vitamina C, di ferro, magnesio e carotene e quindi benefico per la salute. Particolarmente indicato con le uova. È molto popolare in Francia dove è aggiunto ad omelette, insalate e zuppe; abbastanza raro da trovare in Italia. Si usa per la Salsa  Bernese.

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Coriandolo (Coriandrum sativum) detto prezzemolo cinese, o col nome spagnolo cilantro, famiglia Umbelliferae quella del finocchio, del prezzemolo e del Cerfoglio è una delle erbe aromatiche più antiche che si conoscano. Citato nella Bibbia, i suoi semi sono stati ritrovati in tombe egizie e in epoca romana era usato sia come erba medicinale che come condimento.

 E' una pianta erbacea annuale utilizzata in cucina, in pasticceria, in salumeria, nella preparazione di liquori e in profumeria. Presenta fusto eretto, liscio, ramificato superiormente, con foglie pennatosette (foglia composta da tante foglioline che si sviluppano a destra e a sinistra della nervatura principale) dall’odore sgradevole, fiori bianchi o rosa e piccoli frutti chiamati comunemente anche semi. Cresce nelle regioni a clima temperato, in posizioni soleggiate, in tutti i tipi di terreno. Si semina direttamente a dimora in tarda primavera, in file distanti 40-50 cm, poi (al comparire della quarta foglia) si diradano le piantine per distanziarle, sulla fila, di circa 20 cm. La raccolta inizia nel mese di luglio, tagliando le ombrelle a mano a mano che i fiori maturano; si formano mazzi, si fanno essiccare in locali asciutti e ben ventilati, poi si battono per far fuoriuscire i frutti (che possono essere conservati in vasi di vetro).

Oltre che per insaporire, il coriandolo viene impiegato anche per le proprietà terapeutiche, antispasmodiche, aperitive, digestive, carminative (rimedio che toglie l'aria che si è accumulata nello stomaco) e stimolanti.

Il coriandolo fresco è noto per essere probabilmente l’alimento che più divide e polarizza le opinioni, chi lo apprezza lo descrive come fresco e fragrante mentre chi lo odia sostiene che sappia di sapone, di muffa, di terra o addirittura che ricordi l’odore delle cimici.

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