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TULIPANI NARCISI

 

TULIPANI

Il tulipano appartiene al genere Tulipa, facente parte della famiglia delle Liliaceae. Esistono moltissime cultivar di tulipani e ibridi. Per meglio orientarsi, esiste una classificazione precisa, che raggruppa tutta la specie in 15 gruppi o divisioni: Kaufmanniana, Botanici detti anche nani, Precoci singoli e doppi, Fosteriana, Greigii, Darwin, Trionfo, Tardivi doppi o singoli, Fiori di giglio, Sfrangiati, Viridiflora, Pappagallo e Rembrandt.

Ci sono caratteristiche positive, e altre negative. Tra le caratteristiche positive ricordiamo la maggiore produttività e la maggiore resistenza alle malattie e alle aggressioni dei parassiti. Queste sono caratteristiche generiche, non presenti tutte contemporaneamente. - See more at: http://www.coltivarelorto.it/ART/0022art0003.html#sthash.bsUZxHdE.dpuf

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i Kaufmanniana, detti anche ‘fiori di ninfea‘ si aprono completamente nelle ore di sole assumendo l’aspetto di ninfee. Raggiungono un’altezza compresa tra 10 e 25 cm e I più noti di questo gruppo sono ‘Johan Strauss‘, ‘Showwinner‘ e ‘Concerto‘, fioriscono molto presto, a partire da marzo;

i tulipani Botanici sono quelli più simili alle specie selvatiche li chiamano anche tulipani nani, poiché sono più piccoli e più sottili rispetto agli altri gruppi. Fioriscono a marzo-aprile;

i Precoci singoli e doppi gli steli sono i più bassi rispetto ad altri gruppi raggiungono massimo i 40 cm di lunghezza. A questo gruppo appartengono, ad esempio, i tulipani ‘Apricot Beauty‘, ‘Christmas Dream‘ e ‘Prinses Irene‘, ‘Peach Blossom‘, ‘Abba‘ e ‘Monte Carlo‘;

il Fosteriana, deriva da un fiore a crescita spontanea, molto diffuso nelle regioni montuose dell’Asia centrale. Si contraddistingue per i fiori sottili e le foglie variegate di colore verde-grigio. Appartengono a questo gruppo i tulipani ‘Orange Breeze‘, ‘Flaming Purissima‘ e ‘Orange Emperor‘. Fioriscono dalla fine di marzo e raggiungono un’altezza compresa tra 25 e 40 cm.

i Greigii i più noti sono ‘Captein’s Favourite‘, ‘Red Riding Hood‘ e ‘Toronto, fioriscono da aprile;

i Down hanno fiori dalla forma classica, a questo gruppo appartengono i ‘Pink Impression‘, ‘Apeldoorn‘ e ‘Spring Song‘; raggiungono un’altezza di 60 cm;

i Trionfo sono un ibrido ottenuto dall’incrocio di tulipani singoli precoci e tulipani singoli tardivi. A questo gruppo appartengono, ad esempio, i tulipani ‘Shirley‘, ‘Garden party‘ e ‘Negrita‘; hanno lo stelo forte e robusto tra i 40 e i 50 cm) fioriscono ad aprile;

i Tardivi doppi o singoli Il più noto di questo gruppo è il ‘Queen of Night‘, l’unico dal colore blu-nerastro. I tulipani doppi tardivi ricordano molto il fiore delle peonie. I suoi fiori grandissimi e doppi raggiungono diametri di 10 cm. A questo gruppo appartengono le varietà ‘Angélique‘, ‘Wirosa‘ e ‘Orange Princess‘. Raggiungono un’altezza di 60 cm grazie a steli molto resistenti e grossi;

i Fiori di giglio hanno una forma allungate, esile e appuntita che ricorda, quella di un giglio, raggiungono un’altezza di circa 50-60 cm. Tra i più noti vi sono ‘Ballade‘, ‘Ballerina‘ e ‘White Triumphator‘) fioriscono a fine stagione (aprile - maggio);

gli sfrangiati sono conosciuti anche con il nome ‘orchidea’ perchè i petali dei fiori appartenenti a questo gruppo sono dentellati, raggiungono un’altezza che va dai 40 e 60 cm. Tra i più noti i ‘Curley Sue‘, ‘Lambada‘ e ‘Bell Song‘. Fioriscono dalla fine di aprile fino a maggio inoltrato.

i viridiflora raggiungono un’altezza compresa tra 20 e 50 cm. Il nome deriva dal fatto che il fiore prima di sbocciare è di colore verde. Appartengono a questo gruppo  ‘China Town‘, ‘Artist‘ e ‘Spring Green‘;

il pappagallo è a fiore singolo dalla forma curiosa: presenta bordi frastagliati, ma anche arricciati e incurvati. A questo gruppo appartengono gli ‘Apricot Parrot‘ e ‘Rococo‘;

i Rembrandt Il cui nome svela le origini di questo gruppo divenuto popolare all’epoca del famoso pittore. A quei tempi, infatti, venivano spesso dipinti e chiamati ‘tulipani rotti’. La caratteristica è la fiammatura del colore. A questo gruppo appartengono i ‘Rems Favourite‘, ‘Zurel‘ e Sorbet‘.

 Il tulipano è composto da un bulbo (o patata) sotterraneo perenne, che genera uno stelo dal colore verde vivace e ben dritto sul quale troviamo un numero esiguo di foglie. Ogni stelo genera di norma un solo fiore. La fioritura avviene in primavera, pertanto il periodo ideale per piantare i bulbi è da ottobre a dicembre, ma una messa a dimora precoce è sempre preferibile per un migliore radicamento e una buona fioritura. I bulbi vanno piantati all’aperto, proprio perché vanno esposti al freddo, si interrano da due a tre volte l'altezza, più sarà alto lo stelo, più bisogna metterlo ben piantato nel terreno per assicurare che si regga eretto, vanno rivolti con la punta verso l’alto, in gruppi da 5-10 bulbi distanziati di una decina di centimetri in modo da ottenere ciuffi.

Il fiore del tulipano ha tre petali e tre sepali (è una foglia modificata che fa parte del calice) ed esiste in tutti i colori e in tutte le sfumature. I fiori appassiti vanno eliminati per evitare la formazione dei semi e preservare al massimo il fogliame di cui il bulbo ha bisogno per ricostituire le riserve e fiorire di nuovo l'anno successivo. Le foglie dei tulipani andranno tagliate solo quando sono completamente secche.

Sono fiori che amano il sole, ma non il vento, nemico degli steli. I climi che preferiscono sono quelli temperati, resistono bene al freddo e al caldo, purché non esagerati. I bulbi piantati in giardino si accontenteranno dell’acqua della pioggia.

Per tenere lontani i roditori - ghiotti di questi tuberi – bisogna affiancatene altri per loro tossici: i narcisi sono ideali. Una volta terminata la fioritura si possono lasciare i bulbi in terra, aspettando che tornino a fiorire l’anno successivo.

E’ il vero simbolo dell'amore perfetto, quello onesto, eterno e disinteressato, secondo un’antica leggenda, nacque dalle gocce di sangue di un giovane ragazzo suicidatosi in seguito ad una terribile delusione amorosa. Anche nella celebre raccolta di fiabe “Le mille e una notte” il sultano lasciava cadere un tulipano rosso ai piedi di una delle donne dell’harem per far capire quale fosse la prescelta, Infatti è un fiore originario della Turchia, fu introdotto in Europa nel 1500 e divennero subito di gran moda in Inghilterra e in Olanda a partire dal 1554 fino a diventare simbolo per antonomasia dei Paesi Bassi che restano il maggior produttore ed esportatore mondiale di tulipani. Il nome deriva dal vocabolo turco tullband per la sua somiglianza con quella del copricapo orientale il turbante.

[Ho alcuni bulbi da tempo immemorabile, li ho spostati più volte, continuano a fiorire annualmente! Nel 2017 ne ho acquistato altri, che ho piantato insieme ai narcisi, ai piedi delle rose, dove ho anche messo dei gladioli. Ne ho aggiunto altri e nel 2018 ho messo anche i Queen of Night nel 2019 Sorbet e Double Price]

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Il Narciso (Narcissus…) è una pianta che appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae, che ha origini europee,venne introdotta in Cina intorno all'anno mille e oggi è diffusa in tutti i continenti. Produce fiori molto gradevoli sia per aspetto che per profumo.

Il nome Narciso discende da una parole greca che vuol dire stordisco (narkào) e dunque evoca una delle sue principali caratteristiche e cioè il pungente ed inebriante profumo dei  fiori di alcune specie. Alcuni sostengono, invece, che derivi dalla parola persiana che indica questa pianta.

I bulbi dei narcisi, ma anche le foglie, contengono un alcaloide velenoso di notevole pericolosità per la salute - la narcisina - che, se ingerito accidentalmente, provoca disturbi neuronali e infiammazioni gastriche negli animali al pascolo e ancora più gravi nell'uomo che può essere ingannato dalla somiglianza del bulbo con le cipolle, se non curato, in meno di 24 ore può provocare la morte.

Come avviene per le altre bulbose anche i narcisi immagazzinano nel loro grosso bulbo ciò che servirà loro per la fioritura dell'anno successivo grazie alla fotosintesi clorofilliana, che viene praticata dalle parti verdi della pianta, e quindi in gran parte dal fogliame; quindi se dopo che i fiori saranno appassiti, si taglia il fogliame ormai scarsamente decorative, si compromette la fioritura l'anno successivo.

In natura, cresce spontaneamente in boschi e prati con una buona esposizione alla luce del sole. Il colore “naturale” dei fiori è bianco o giallo, ma gli ibridi sono numerosi e così sul mercato esistono molte specie, che producono fiori davvero suggestivi. Crescono sul finire dell'inverno e sbocciano nel periodo che va dal mese di marzo al mese di giugno, sono apicali e isolati. Alla loro base è presente una spata (calice foglioso) abbastanza ampia, con petali di forma ovoidale con, nella zona centrale, una corona gialla che ha le estremità dentellate e colore rossastro. Gli stami sono tre. I fiori possono avere fino a sei petali.

Il narciso è un fiore dalla potente simbologia. Esistono, infatti, in diverse culture, miti e leggende che lo vedono protagonista e metafora di caratteristiche umane, ma anche simbolo di buoni e cattivi auspici.

Gli antichi romani pensavano che il narciso fosse un fiore che cresceva nei campi Elisi, simbolo dell'aldilà nella religione romana, e quindi avevano l'usanza di piantarli sulle tombe dei propri cari defunti.

I Druidi, i sacerdoti degli antichi Celti, associavano ai narcisi il simbolo della purezza. A un certo punto però, si diffuse la leggenda che questi fiori avessero il potere di assorbire i pensieri negativi e malvagi degli esseri umani e per questo fossero diventati velenosi (in effetti sono fiori con una certa tossicità).

Nell'antica cultura ebraica, invece, il narciso è associato alla bellezza e fertilità della donna, mentre nell'iconografia cristiana divenne simbolo della rinascita dopo la morte e associato, quindi, alla Pasqua. In alcune opere di pittori olandesi, troviamo anche il narciso come simbolo dell'amore eterno di Dio contro l'amore egoistico degli uomini.

In Cina il fiore è simbolo di fortuna e prosperità per l'anno nuovo, poiché la sua fioritura corrisponde proprio al periodo del Capodanno cinese. Nell'arte del tatuaggio cinese il narciso rappresenta l'augurio di far emergere il proprio potenziale interiore e di ottenere riconoscimenti per il proprio lavoro. Ecco perché regalare narcisi è molto gradito nel caso di un nuovo lavoro o se si sta cercando di avere più fortuna nella vita.

Nel Galles il narciso viene chiamato "giglio di quaresima", poiché lì fiorisce proprio in questo periodo. E' usanza indossarlo appuntato alla giacca il 1 marzo, giorno di San Davide e si crede che una sua fioritura precoce porti un'annata piena di prosperità.

La superstizione intorno a questo fiore ha portato anche a credere che. se in un campo ci sia solo un bocciolo a fiorire per primo, questo è segno di sfortuna. Nel Maine, negli Stati Uniti d'America, si credeva poi che se questo bocciolo fosse rivolto verso l'osservatore, gli avrebbe portato sfortuna per il resto dell'anno.

La fama di questo fiore nasce dal mito che l’accompagna che ha ispirato letterati, pittori musicisti, Nel 1914, Sigmund Freud pubblica uno saggio sul narcisismo intitolato Introduzione al narcisismo.

Esistono varie “versioni” del mito di Narciso, la più nota è quella narrata da Ovidio nelle Metamorfosi. Narciso frutto dell'amore tra una ninfa e il dio fluviale Cefiso. È un bambino bellissimo, il cui destino però, profetizzato alla madre dall'indovino Tiresia, sarà quello di morire non appena guarderà se stesso. Narciso cresce e la sua bellezza non fa che aumentare, come del resto la sua vanità e un incondizionato amore di sé che lo porta a rifiutare i sentimenti di chiunque si innamori di lui.

Di lui si innamora anche Eco, una ninfa dei boschi condannata da Era a restare muta a causa della sua precedente parlantina. Eco era colpevole, secondo Era, del fatto di distrarla con le sue eccessive chiacchiere mentre il marito Zeus si intratteneva con le sue amanti. La condanna così a restare muta e ad avere la facoltà di ripetere soltanto le ultime parole ascoltate da qualcun altro.

Eco incontra Narciso mentre questi era a caccia di cervi nel bosco. Se ne innamora all'istante e lo abbraccia. Narciso alla vista di questa ninfa che si offriva a lui fuggi inorridito tanto che la povera Eco avvilita e vergognandosi, scappò via dolente. Si nascose nel folto del bosco e cominciò a vivere in solitudine con un solo pensiero nella mente: la sua passione per Narciso e questo pensiero era ogni giorno sempre più struggente che si dimenticò anche di vivere e il suo corpo deperì rapidamente fino a scomparire e a lasciare di lei solo la voce. Narciso fuggì fino a raggiungere uno specchio d'acqua. Si sedette sulla sponda e nel gesto di raccogliere l'acqua tra le mani per berla e lavare il viso, vide per la prima volta nella sua vita la sua immagine riflessa, si innamorò perdutamente del bel ragazzo che stava fissando, senza rendersi conto che fosse lui stesso e cerca di baciarlo, ma non vi riesce. Rimase a lungo Narciso presso la fonte cercando di afferrare quel riflesso senza accorgersi che i giorni scorrevano inesorabili, dimenticandosi di mangiare e di bere sostenuto solo dal pensiero che quel malefico sortilegio che faceva si che quell'immagine gli sfuggisse, sparisse per sempre. Alla fine Narciso si lasciò morire struggendosi inutilmente; si compiva così la profezia di Tiresia. Quando le Naiadi e le Driadi vollero prendere il suo corpo per collocarlo sul rogo funebre, trovarono al suo posto un fiore cui fu dato il suo nome.

 Si narra che Narciso, quando attraversò lo Stige, il fiume dei morti, per entrare nell'Oltretomba, si affacciò sulle acque limacciose del fiume, sperando di poter ammirare ancora una volta il suo riflesso.

La versione di Partenio. che precede quella di Ovidio di almeno cinquant'anni, ha un inizio simile, ma prosegue con  Narciso che aveva molti innamorati e che lui costantemente respingeva fino a farli desistere. Solo un giovane ragazzo, Aminia, non si dava per vinto, tanto che Narciso gli donò una spada perché si uccidesse. Aminia, obbedendo al volere di Narciso, si trafisse l'addome davanti alla sua casa, avendo prima invocato gli dei per ottenere una giusta vendetta.

La vendetta si compì quando Narciso, contemplando in una fonte la sua bellezza, restò incantato dalla sua immagine riflessa, innamorandosi perdutamente di se stesso. Preso dalla disperazione e sopraffatto dal pentimento, Narciso prese la spada che aveva donato ad Aminia e si uccise trafiggendosi il petto. Dalla terra sulla quale fu versato il suo sangue, si dice che spuntò per la prima volta l'omonimo fiore.

Un’altra versione tramanda che Narciso, quando scaccia Eco, fugge verso uno specchio d'acqua e a quel punto si realizza l'antica profezia: Narciso ha visto se stesso e nell'impossibilità di realizzare l'estremo desiderio d'amore verso di sè, si trafigge con una spada e muore. Là dove cadde il suo sangue nacque un fiore, che da allora porterà il suo nome.

C’è anche una versione del finale nella quale Narciso, non essendo affatto addolorato per la triste fine di Eco, che affranta dal dolore per causa sua, si rinchiuse in una caverna e della ninfa rimasero solo le ossa e la voce, continuò la sua vita, allora gli dei intervennero dei per punire tanta ingratitudine. Così una mattina, per vedersi meglio, riflesso di un fiume, si sporse di più finché perse l'equilibrio cadendo nelle acque, che si rinchiusero per sempre sopra di lui. Il suo corpo fu trasformato in un fiore di colore giallo dall'intenso profumo, che prese il nome di Narciso.

Dal mito greco ci giunge quindi la simbologia che lega il narciso alla bellezza e, soprattutto, all'amore di sé. L'amore che non permette di guardare all'esterno, che non lascia sentimenti per gli altri e che, nell'idea di conoscere, nutrire e ammirare solo il proprio io, è destinato a morire. Da qui il termine, appunto, di "narcisista". Narciso rappresenta dunque colui che sa amare solo se stesso tenendo al di fuori il resto del mondo, incapace di vedere e di aprirsi all'altro.

I narcisisti possiedono, dunque, un'idea molto alta di sé: si sentono perfetti e amano cibarsi di fantasie di fama, successo, denaro, riconoscimenti. Con estrema presunzione sentono di essere esperti in tutto e di saper fare bene tutto.

[Alla fine del 2016, ho messo qua e là alla alcuni bulbi di narciso e molti altri in seguito perché, oltre alla bellezza del fiore che, sbocciando all’inizio della primavera, ho poche probabilità di goderne, sembra che tenga lontano le talpe che non sono animali particolarmente dannosi, anzi favoriscano la aerazione del terreno, ma si nutrono dei vermi che sono utili alla fertilizzazione del terreno]