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Come si raccolgono (e potano) le rose?

Ogni taglio prodotto su di un ramo di rosa produce uno stimolo per le gemme sottostanti ad aprirsi e prolungarsi, ciò significa che anche il taglio di uno stelo di rosa in fioritura equivale a una potatura.

L’altezza dove effettuare il taglio per la raccolta quasi sempre si basa sulla quantità di foglie sotto il fiore si devono contare per effettuare il taglio, però i pareri divergono: chi conta 3 chi 5 foglie, chi ne conta 10 a scendere. Le rose si differenziano per varietà e sono migliaia ed ognuna di loro ha caratteristiche diverse in termini di lunghezza degli steli e di distanza tra una gemma e l’altra con conseguente altezza di taglio diversa.

Una regola di semplice applicazione stabilisce che bisogna recidere la rosa da raccogliere alla metà dello stelo tra il punto di partenza del ramo e il bocciolo, sempre subito sopra una gemma o un nodo. Acquisiscono molta importanza due fattori: l’inclinazione del taglio e la posizione della gemma: la regola vuole che la pianta vegeti sempre verso l’esterno, fattore quest’ultimo che porterà il fiore a beneficiare di maggiore esposizione al sole, è quindi necessario tagliare lo stelo in prossimità di una gemma che guarda verso l’esterno della pianta. Il taglio corretto dovrà sempre essere leggermente inclinato. L’inclinazione evita il ristagno di umidità sui tessuti vegetali esposti al taglio che dovrà essere praticato un centimetro al di sopra della gemma.

Con lo stesso criterio relativo al taglio che tiene conto dell’esposizione della gemma verso l’esterno si praticheranno anche le potature invernali, sia che si tratti di una potatura energica o moderata; è preferibile utilizzare forbici a doppio taglio poiché la forbice a battente o a incudine anche se leggera produce un’ammaccatura corticale. è sempre buona norma concludere l’intervento di potatura con un trattamento a base di poltiglia bordolese.

Le "mie" rose.

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ROSE

La rosa appartiene alla famiglia delle Rosaceae, come numerose  altre specie molto conosciute quali il pero (Pirus communis) e il genere Prunus che comprende il mandorlo, il ciliegio, il pesco. Rosa … è un genere che comprende circa 160 specie di queste il 70% è originario di Cina, Medio oriente e Giappone, il restante 30% di Europa ed America, sono suddivise in numerose varietà con infiniti ibridi e cultivar, di altezza variabile da 20 cm a diversi metri, comprende specie cespugliose, sarmentose (rami lunghi, pieghevoli e sottili, rampicante o strisciante anche ricadente), arbusti e alberelli a fiore grande o piccolo, a mazzetti, pannocchie o solitari, semplici o doppi. Le specie spontanee in Italia sono oltre 30, di cui la R. canina è la più comune, è quella che si trova ai bordo delle strade con le bacche ovali rosse chiamate in dialetto ligure grattacû. Le rose coltivate sono tutti ibridi, effettuati incrociando rose europee e dell'estremo oriente attraverso diverse procedure: incroci tra varietà diverse di rose (interspecifico); incroci tra specie diverse di rose (intraspecifico); mutazioni naturali; mutazioni indotte dall'uomo con appositi agenti mutageni (raggi X, Y e ultravioletti).

Ci sono caratteristiche positive, e altre negative. Tra le caratteristiche positive ricordiamo la maggiore produttività e la maggiore resistenza alle malattie e alle aggressioni dei parassiti. Queste sono caratteristiche generiche, non presenti tutte contemporaneamente. - See more at: http://www.coltivarelorto.it/ART/0022art0003.html#sthash.bsUZxHdE.dpuf

Ci sono caratteristiche positive, e altre negative. Tra le caratteristiche positive ricordiamo la maggiore produttività e la maggiore resistenza alle malattie e alle aggressioni dei parassiti. Queste sono caratteristiche generiche, non presenti tutte contemporaneamente. - See more at: http://www.coltivarelorto.it/ART/0022art0003.html#sthash.bsUZxHdE.dpuf

LE MIE ROSE

Nel piccolo terreno in Piemonte della famiglia di mia mamma, ho trovato alcune piante di rosa che per anni non sono state accudite, alcune hanno delle lignificazioni significative, il primo problema che ho affrontato è stato di portarle gradatamente a dimensioni più idonee.  I fiori sono rosa, rosso, bianco una sarmentosa a grappoli rossi.

 

 

Una, invece ha fiori grandi e pieni, color rosa salmone sfumato molto bella, dall'aspetto antico e signorile, non ho certificazione in merito, ma assomiglia molto a "Eterna Giovinezza" un ibrido di tea, creata nel 1937 da Domenico Aicardi che fu sindaco di Sanremo negli anni del fascismo.

 

 

Speek’s yellow.

 Nel gruppo delle rose che ho trovato già piantate, mi mancava il colore giallo, nel 2014 ne ho comperata una a caso a Belforte Mmonferrato presso la Floricoltura Giraudi, si tratta di un ibrido di Tea ottenuto come mutazione da  una Golden Scepter nel 1956 dalla Walters Gardens

La storia della Walters Gardens iniziò nel 1942 con Dennis Walters ancora oggi ha la sede a  Zeeland, Michigan, negli Stati Uniti.

 

 

Poi ho iniziato a conoscere il mondo delle rose così sono passato ad acquisti più consapevoli presso vivai specializzati cercando anche di conoscerne la storia. Nel 2018 dal vivaio di Annalisa Glorio di Diano San Pietro ho acquistato una Monica Bellucci® brevetto vegetale MEImonkeur della Meilland International (Richardier Michèle).

La vidi da parenti in Francia e mi ha subito affascinato, la Rosa Monica Bellucci è un ibrido di tea realizzata nel 2010 da Meilland, a Lione. 

Antoine Meilland ha cominciato a coltivare rose nel 1830 e la ditta da lui creata, tra le più apprezzate al mondo, ne ha creato più di 3.000 varietà che vengono prodotte da coltivatori selezionati e in possesso della licenza.

La rosa Monica Bellucci® è un bicolore rosa scuro con attaccature argentate, dall’intenso profumo di pepe, chiodo di garofano e anice. Il fiore largo è a coppa col diametro di 12/14 cm e circa 50 petali. La pianta, rifiorente da maggio alle gelate, gode di un fogliame folto ed è resistente alle malattie. Altezza: 80/100 cm. foglie grandi, scure, lucide, ovali, molto fitte, cespuglioso, 80-100, fioritura abbondantissima e di lunghissima durata, rifiorenza continua e abbondante.

Questo è quello che si legge nelle brochure, l'ho comperata nel 2018; dal vivo l’ho trovata molto bella, rispondente alla descrizione, con un cespuglio molto folto e fiorisce fino ad autunno inoltrato. 

  L'accostamento tra un bianco freddo e un rosso gelido la rende simile alla bellezza conturbante dell'attrice a cui è stata dedicata. Il risultato è estremamente gradevole.

 

Nella primavera 2019 in un mercato, ho acquistato dal vivaio di Federica Soria di Chieri una "Black Gold" dedicata al rocker francese Claude Moine conosciuto come "Eddy Michelle"® brevetto vegetale MEIrysett della Meilland. Chi è Eddy Michelle?

https://www.youtube.com/watch?v=5nUBWPbJFAU

   E' un ibrido di thea chè mi ha colpito per l'accostamento dei colori, mentre nella Monica Belluccci sono freddi e tenui, questa sono caldi e intensi.

 

Nel luglio 2019 mi è stata regalata una rosa Landora gialla creata nel 1970 in Germania dalla Rosen Tntau, brevetto vegetale SUNblest ancora oggi molto diffusa e apprezzata. Il colore è un giallo brillante puro con un accenno più marcato di oro tra i petali. Benchè sia classificata come ibrido di tea, i fiori sono spesso riuniti in mazzi fino a sette, portati da steli lunghi e robusti che durano a lungo recisi.

I boccioli dalla forma elegante e romantica si schiudono lentamente per dar luogo a dei fiori molto pieni, strutturati nella classica forma a spirale, con i petali che si arricciano lievemente all’indietro e mettono in bella mostra un giallo puro e brillante, che si conserva per tutta la durata della fioritura.

Le foglie sono verde medio, lucide, su un arbusto cespuglioso ed eretto. Resiste alle malattie e alle temperature rigide dell’inverno.

Purtroppo a fine luglio 2020 è seccata repentinamente, infatti ci sono ancora le foglie e boccioli attaccati... Probabilmente una rosa tedesca coltivata in Liguria ad Albisola Superiore dal vivaio Scotto non si è adattata al clima collinare del Monfarrato in un periodo che non ho potuto prestarle le cure che forse avrebbe gradito.

La società Rosen Tantau nasce nel 1906 in Germania quando Mathias Tantau Senior realizza il suo primo vivaio, dopo alcuni anni passati in Francia e Svizzera per imparare le tecniche per la coltivazione delle rose. Dal 1953 la società decide di ampliare la coltivazione con la selezione di rose grandifiori dai colori decisi. La società è tra le più prolifiche e riconosciute al mondo per la qualità e la grande varietà di rose disponibili.

 

Nell'autunno 2019, in una manifestazione espositiva, mi sono innamorato e ho acquistato  dal vivaio Veimaro di Cossato - Biella questa rosa  Kampay® dedicata al naturalista francese Yann Arthus-Bertrand, brevetto vegetale MEIpelmel, anche questa della Meilland: è una rosa botanica paesaggistica dotata di ottima rifiorenza, rusticità e resistenza al freddo e alle malattie. Ha un portamento sarmentoso, i fiori sono prodotti in gran quantità riuniti in mazzetti, semplici composti da cinque petali arancio ramato con sfumature rosa e centro giallo, stami rossi ben visibili.

La fioritura è continua, lasciando gli ultimi fiori, si copre di frutti rossi che restano sulla pianta per tutto l'inverno. La potatura annuale, come per tutte le rose paesaggistiche, non è obbligatoria, basta fare solo una potatura di ringiovanimento dopo qualche anno ed eliminare il legno secco o ingombrante, ricordando che fiorisce sui rami degli anni precedenti.

La Kampay® è stata selezionata da Meilland nel 2006 e si può fregiare del prestigioso riconoscimento ADR® oltre ad aver conquistato un certificato di merito a Belfast nel 2008, una menzione d'onore a Hradec Kàlové nel 2010 e la medaglia di Bronzo a The Hague nel 2011.

 

Mokarosa®, acquistata nel giugno 2020 dal vivaio di Annalisa Glorio di Diano San Pietro, Creata in United Kingdom da Gareth Freyer nel 2014, brevetto vegetale FRYwitty è una rosa moderna floribunda (Le rose floribunda nascono nei primi del novecento dall’unione tra ibridi di Tea e di Polyanthe); ha un colore insolito ocra-beige che ricorda un cremoso cappuccino al caffè, da qui il nome. E’ un bel cespuglio dal portamento eretto e presenta fiori grandi, talvolta raggruppati, con buona rifiorenza.

Arthur Fryer iniziò a coltivare rose commercialmente su un piccolo appezzamento di terra nel 1912. Nel 1928 l'attività si trasferì nel suo sito attuale a Knutsford città tra Manchester e Liverpool nel Regno Unito. Le rose di Fryer hanno ottenuto importanti riconoscimenti da tutto il mondo, tra cui due dall'America (gli Oscar del mondo delle rose), Rose of the Year in Nuova Zelanda, tre dall'Aja e quattro UK Rose of the Year Awards!

 

 

 

 

 

Hot CocoaTM, letteralmente "Cioccolato Bollente" l'ho acquistata nel giugno 2020 anche questa nel vivaio di Annalisa Glorio di Diano San Pietro, conosciuta anche come “Nubya” in onore della sassofonista Nubya Garcia (Chi è Nubya Garcia? https://www.youtube.com/watch?v=lUmNtpJpm9o), brevetto vegetale WEKpaltlez è una rosa moderna floribunda creata da Tom Carruth, un famoso ibridatore americano, nel 2002 per la Weeks Roses Growers e ha vinto l'All-America Rose Selections nel 2003.

I fiori hanno un originale colore che cambia dall’arancio cioccolato al rosso scuro, con una tonalità ruggine sul’esterno del petalo.

E' un arbusto cespuglioso medio-alto, i fiori di 10-12 cm di diametro, con una forma di fioritura centrata in alto, a coppa e increspata. Il conteggio dei petali è in genere da 26 a 40. I fiori  sono di una originale tonalità ruggine con un rovescio più scuro e presentano variazioni di colore che cambia dall’arancio cioccolato al rosso scuro. Ha una fragranza media e fruttata e un fogliame ampio, lucido, verde scuro, è una pianta vigorosa e resistente alle malattie. Fiorisce in vampate dalla primavera all'autunno, fogliame brillante, assai resistente alle malattie.

la Weeks Wholesale Rose Grower, Inc. è stata fondata nel 1938 da O. L. e Verona Weeks in Ontario, California. Questa azienda molto famosa per i suoi elevati standard divenne nota come la "Tops in Roses". Nel 1985 Ollie e Verona si ritirarono e vendettero Weeks a Charlie Huecker e Bob DeMayo. Il nome di Weeks è sinonimo di rose di alta qualità in tutti gli Stati Uniti.

 

Rose di ibridatori francesi, britannici statunitensi, tedeschi, ...e la tradizione italiana, anzi sanremese sulle ibridazioni e coltivazione di rose e fiori in genere? Si è un pò smarrita, così ho fatto ricerche e ho deciso l'ultimo acquisto nel 2020 che è una Rosita Missoni® brevetto vegetale BARmiss creata nel 1998 dal vivaio Barni che è attualmente l'ibridatore italiano più conosciuto, il vivaio si trova a Pistoia da dove l'ho comperata online, ma non è ancora arrivata.

la ‘Rosita Missoni’ è una rosa variegata, che si distingue per un tocco di giallo, che ha richiesto lunghe ricerche, e che dona al fiore un fascino molto speciale.

 

Il termine Rosa deriva dal sanscrito da cui ha avuto origine sia il vocabolo greco rodon che quello latino rosa.

Ci sono caratteristiche positive, e altre negative. Tra le caratteristiche positive ricordiamo la maggiore produttività e la maggiore resistenza alle malattie e alle aggressioni dei parassiti. Queste sono caratteristiche generiche, non presenti tutte contemporaneamente. - See more at: http://www.coltivarelorto.it/ART/0022art0003.html#sthash.bsUZxHdE.dpuf

Ci sono caratteristiche positive, e altre negative. Tra le caratteristiche positive ricordiamo la maggiore produttività e la maggiore resistenza alle malattie e alle aggressioni dei parassiti. Queste sono caratteristiche generiche, non presenti tutte contemporaneamente. - See more at: http://www.coltivarelorto.it/ART/0022art0003.html#sthash.bsUZxHdE.dpuf

La grande varietà di rose disponibili è dovuta alla semplicità con cui specie diverse di rose possono incrociasi tra loro (ibridazione) sia in modo naturale sia in modo “forzato” generando una varietà infinita di discendenti

In generale, si considerano tre grandi gruppi di rose: rose specie o botaniche (rose di derivazione selvatica) e relativi ibridi, rose antiche e rose moderne.

Le rose specie o botaniche sono in genere grandi rampicanti o rose arbustive a fiore singolo e piatto, che fiorisce in tarda primavera o inizio estate, seguito da un abbondante produzione di meravigliose bacche. Sono endemiche del solo emisfero settentrionale del pianeta. Le rose botaniche si adattano ad ambienti diversi dai luoghi di origine, sono resistenti alle più diffuse patologie delle quali sono praticamente immuni.

 Le rose botaniche sono le rose originarie, i capostipiti. I reperti fossili trovati in America e Asia si presume che risalgano a circa 30-40 milioni di anni fa (Oligocene), ancora prima dell’avvento dell’uomo in Africa centrale. I reperti fossili sono verosimilmente simili alle specie ancora esistenti come la R. nutkana e R. palustris.

se ne rintraccia la coltivazione nelle valle del Tigri e dell’Eufrate, Nell’antico Egitto le rose erano coltivate sulle sponde del Nilo e se ne ricavavano oli e unguenti indispensabili per il processo di mummificazione, inoltre nelle tombe, furono rinvenute ghirlande di fiori, tra le quali, rose. Si ritiene che i campioni siano di Rosa x Richardii, nota anche come Rosa sancta o rosa sacra d'Abissinia che è probabilmente una delle più antiche rose in coltivazione, ancora oggi in commercio. In autunno compaiono frutti quasi neri.

Nell’antica Grecia si rendeva omaggio alla rosa con giardini ad essa dedicati. Saffo, la poetessa greca che visse intorno al 600 a.C. e che fu l’animatrice di un cenacolo letterario femminile a Mitilene, chiamò la rosa la “regina dei fiori”.

Nel mondo Romano si faceva uso di Rosa canina endemica, R. gallica e R. moschata. Il fiore intero era utilizzato come ornamento e per estrarne oli per il corpo, i petali per profumare il vino. Furono proprio i romani a dare vita alla tecnica dell’innesto e della forzatura con la realizzazione di serre, svincolandosi così dall’ importazioni dall’Egitto che teneva alti i prezzi.

Le rose antiche sono sicuramente caratterizzate dai forti profumi che le contraddistinguono rispetto agli ibridi moderni. Si dividono in due gruppi, quelle che hanno una sola fioritura e le rifiorenti.

Le rose antiche vere e proprie hanno una sola fioritura e questa avviene anticipatamente rispetto alle rose moderne (periodo marzo-luglio). In autunno, le rose antiche assumono colori variegati sia nel fogliame, che nelle bacche. Sono generalmente piante resistenti, immuni dalle malattie e di dimensioni piuttosto grandi

Le rose moderne sono le più numerose, quelle che si regalano in mazzi dai lunghi steli, con il classico bocciolo conico e turbinato. Sono varietà di rosa create dall’uomo dalla fine del 1800, frutto di incroci tra le varie specie originarie di Cina ed estremo oriente. La rosa moderna per antonomasia è la Tea frutto dell’incontro tra la rosa Gigantea e la rosa Chinensis, da essa poi ne sono derivati moltissimi ibridi. Gli Ibridi di Tea sono catalogate HT (Hybrid of Tea) sono le più conosciute e diffuse nei giardini odierni: la “rosa” per eccellenza. La prima rosa HT fu la “La France” e fu ottenuta nel 1867 dal francese Guillot.

Le caratteristiche degli ibridi di Tea sono il portamento arbustivo, eretto e cespuglioso, molto ramificato, con foglie spesso lucide e di colore intenso. La forma stupenda del bocciolo a spirale, la tipica corolla solitaria e di grandi dimensioni, la fioritura continua vivacizzata da innumerevoli gradazioni di colore differenti, che vanno dalle tonalità pastello del rosa e del lilla fino al bianco, al rosso e al giallo più saturo. La continua ricerca della perfezione dei fiori e del colore delle moderne ibride di tea fanno dimenticare la seduzione del profumo che non è di certo una peculiarità di queste nuove rose.

Dopo gli ibridi di Tea, le rose floribunda sono quelle maggiormente presenti nei giardini e le più vendute nei vivai e negozi specializzati. nascono nei primi del novecento dall’unione tra ibridi di Tea e di Polyanthe. Le rose polyantha derivano da un incrocia con la rosa multiflora, sono arbusti nani che producono moltissimi fiori, da qui il loro nome.

Insieme alle grandiflora sono le classiche rose di tipo fiorista. Le rose da TEA ibride hanno centri alti, steli lunghi e di solito producono un solo fiore terminale per germoglio. I floribunda producono grappoli di fiori e le grandiflora producono grappoli di fiori ad alto centro.

Per comodità di scelta a seconda degli impieghi si differenziano in:

Rose cespuglio che sono quelle a grandi fiori su singolo stelo, sono generalmente caratterizzate da portamento eretto, sono spesso dotate di profumo inebriante e intenso che le rende particolarmente adatte al fiore reciso;

Rose rampicanti sono rosai robusti, vigorosi, molto rifiorenti e generalmente richiedono scarsa manutenzione, sono molto utilizzati per ricoprire pareti e pergolati, regalando una fioritura duratura con colori eccezionali;

Rose coprisuolo o tappezzanti sono generalmente caratterizzate da portamento cespuglioso, che talvolta può anche assumere aspetto ricadente e da fiori di piccole dimensioni, riuniti in mazzetti, sono molto rustiche e dotate di buona vigoria e sviluppo;

Rose paesaggistiche sono piante robuste, molto rifiorenti, adatte alla maggior parte dei climi e richiedono scarsa manutenzione, inoltre nei mesi invernali, se non si recidono le ultime fioriture, si ricopre di bacche, caratteristica che le rende molto ornamentali.

I fusti delle rose sono ricoperti di spine acuminate, che hanno la funzione di ancoraggio, che consente alle rose di arrampicarsi e crescere in altezza, questa caratteristica contraddistingue le piante che devono preservare i germogli dalle incursioni degli animali erbivori; lo sviluppo del profumo e del colore hanno la finalità di attrarre gli insetti impollinatori.

La Rosa presenta foglie composte da 5 fino ad 11 foglioline provviste di margini dentati semplici o doppi di colore verde più o meno scuro provviste di peli a seconda della specie.

I fiori sono solitari e riuniti in infiorescenze a corimbo (i fiori, pur avendo differenti punti di inserzione, terminano tutti alla stessa altezza). Il numero dei petali varia a seconda della specie: alcune varietà di rosa cosiddette "antiche" ne hanno solo 5 fino ad arrivare alle rose moderne da 68/70 petali. Gli esemplari che si vedono abitualmente presentano “fiori doppi” nei quali gli stami (gli organi riproduttivi maschili del fiore) si sono trasformati in petali supplementari.

 Grazie agli ibridi si sono ottenuti petali di rosa che possono essere rossi, bianchi, gialli, fucsia, screziati, panna e profumazioni più intense. Nelle rose rampicanti, dove i fiori sono molto piccoli, ma con un evidente effetto decorativo.

Il calice è costituito da 5 sepali (foglie modificate). Il frutto chiamato cinorrodo è formato dall'ingrossamento del ricettacolo ed i semi maturano all'interno (detti acheni, di colore giallo o marrone). Il cinorrodo può essere più o meno grosso a seconda della specie allungato, carnoso, variamente colorato e costituisci un ottimo elemento decorativo.

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CONCIMAZIONE ROSE

Novembre-dicembre bisogna usare concime organico (letame maturo) per apportare azoto e cenere. Alla ripresa vegetativa ancora azoto (macerato d’ortica) per favorire il risveglio vegetativo e per costruire i nuovi tessuti, ma gli eccessi di azoto possono causare lo sviluppo di un numero eccessivo di getti, rendono la pianta debole a discapito della fioritura.

In primavera quando la pianta inizia a gettare, serve fosforo per rinforzare le giunzioni, i germogli, ad irrobustire i fusti creati, a fornire l’apporto necessario allo sviluppo dei fiori e potassio per rinforzare le radici (cenere e macerato di buccia di banana).

Sostanze utili alla rosa

Azoto (N): stimola la crescita dei rami e delle foglie. Troppo azoto rende le piante poco resistenti alle malattie e alla siccità; la carenza rende la crescita debole, colore delle foglie verde-giallo, spesso con toni di rosso, le foglie e i fiori sono piccoli.

Fosforo (P): favorisce la fioritura e aumenta il profumo. Un eccesso provoca clorosi e inibisce l’assunzione di altri elementi; la carenza determina una crescita stentata, foglie di colore verde scuro, pochi fiori e ridotto apparato radicale.

Potassio (K): insieme all’acido fosforico irrobustisce la pianta favorendone l’intensità del colore del fiore; con la carenza le punte e gli orli delle foglie diventano marroni, gli steli e i boccioli si colorano da marrone a nero, i boccioli si piegano, appassiscono e muoiono. Le rose rosse virano in rosso chiaro slavato.

Calcio (Ca): in giusta misura favorisce la crescita in generale e l’attività microbiotica del terreno, in eccesso blocca l’assunzione del ferro e in genere rende poco solubili le sostanze nutritive la carenza determina che le foglie diventano gialle e la crescita della piante risulta stentata

Magnesio (Mg): è necessario alle rose e in genere favorisce la crescita, nei terreni argillosi si trova poco magnesio; con la carenza le foglie diventano più chiare fra le nervature e più tardi presentano zone necrotiche, cascano prima del tempo. Le rose rosse hanno i fiori chiari e slavati

Micro-elementi: una serie di microelementi sono necessari alle rose, ma normalmente si trovano già nel terreno.

La potatura delle rose corregge, la forma della chioma, stimola la vegetazione e la fioritura. Leggo che per ottenere buoni risultati, le rose andrebbero potate in tardo inverno, quando la caduta delle foglie è completata e non è ancora iniziata l’emissione dei nuovi germogli ovvero l'epoca migliore della potatura e da meta febbraio al 20 marzo, in ogni caso non in mesi freddi questo per evitare che l’intervento possa sottoporre la pianta al freddo molto rigido quando la ferita dovuta al taglio non è ancora ben essiccata, magari a novembre limitarsi ad accorciare di 1/3 i rami troppo lunghi. Io, anche per motivi pratici, poto a novembre, più verso la fine, dopo l'ultima fioritura, a fine inverno se serve faccio una rifinitura, a metà marzo ci sono già i germogli, magari un pò prima si possono controllare per non lasciarne troppi. Leggendo nei forum, molti si comportano così e hanno risultati soddisfacenti come ho io anche se è un rischio perchè se dopo la potatura arriva un periodo di clima tiepido tendono a crescere nuovi getti, in caso di successive basse temperature è facile che possano gelare danneggiando la pianta.  Si procede asportando i rami vecchi, morti, ammalati, spezzati per favorire lo sviluppo di quelli più vigorosi. Poi si asportano i rami che s'incrociano eliminando quelli deboli che si dirigono verso il centro del cespuglio. Quando si asporta completamente tagliare a filo del ramo base. Comunque è meglio una potatura precoce che tardiva: è opportuno non posticipare troppo l’operazione.

Prima di iniziare le operazioni di potatura bisogna ricordare che le rose sarmentose, la quasi generalità delle rose botaniche ed alcune delle vecchie rose, fioriscono sui rami prodotti gli anni precedenti; gli ibridi di rosa tea, producono fiori sui rami nuovi dell’anno, quindi solo ques'ultime traggono giovamento dalla potatura corta.

 I fusti malati e più vecchi vanno eliminati alla base. In genere si lasciano 4-8 steli. Ad eccezione delle rose indicate sopra, più vigorosa è la potatura, più abbondante sarà la fioritura. Scegliere pochi nuovi rami, tra quelli più robusti e forti quindi tagliate tutto il resto.

Non appena compaiono, occorre togliere i ricacci dal selvatico, cioè quei rami che crescono sotto il punto d'innesto. Sono riconoscibili perchè diversi dal resto della pianta per forma, colore e anche per i fiori. N.B. Le rose ottenute da talea non producono ricacci selvatici.

I tagli di potatura vanno portati con un angolo di 45°, devono essere netti, puliti e fatti circa 1 cm sopra della seconda/terza gemma, o un nodo, utilizzando attrezzi disinfettati e con lame bene affilate. I tagli lontani da gemme o nodi, generano antiestetici mozziconi legnosi, che la pianta stessa deve in seguito escludere dal passaggio linfatico, e difendere da saprofiti e parassiti. La sezione di taglio deve essere inclinata per favorire lo scorrimento dell’acqua dalla parte opposta alla gemma. Scegliete una gemma che sia rivolta verso l’esterno, questo favorirà lo sviluppo armonico del cespo. Quando si asporta completamente una branca il taglio va praticato a filo di ramo.

Accorciare i rami dell'anno (prodotti nella stagione precedente) a 2–3 gemme o a seconda della vigoria, più un ramo è vigoroso più deve essere lasciato lungo (4–5 gemme), e che questa regola vale per i rami più corti all'apice dei rami portanti, ma non per quelli nuovi che partono dal basso o da metà e che possono costituire nuovi rami portanti. In pratica, i nuovi getti lunghi e vigorosi si devono mantenere all'altezza della pianta. Le gemme rivolte verso l’esterno della pianta, producono i fiori più grandi e appariscenti e sì ottiene uno sviluppo rivolto verso l’esterno.

maggiore potatura = fiori più grandi; minore potatura = più fiori ma più piccoli

La potatura estiva delle rose consiste nel rimuovere i fiori appassiti dopo la prima fioritura.

Asportare i fiori prima che si formino i frutti (cinorrodi), che indeboliscono la pianta e impediscono la formazione di una eventuale seconda fioritura stagionale quindi è utile a far rifiorire la pianta, può essere ripetuta più volte.

Con l’inizio della stagione autunnale la prima cosa fare, in vista della potatura, è liberare le piante da eventuali rami e fiori secchi, senza aspettare l’operazione di potatura.

Le maggiori difficoltà per la coltivazione sono dovute al fatto che è una specie particolarmente soggetta ad attacchi dei più svariati parassiti pertanto, contrariamente a quanto avviene con le altre piante dove si interviene alla comparsa dei sintomi, in questo caso è necessario fare delle terapie preventive.

La principale malattia della rosa (almeno delle mie) è la Ticchiolatura Della Rosa detta macchia nera, che è una malattia fungina (le malattie fungine spesso sono portate da troppa umidità sulle foglie); l'agente causale è  Diplocarpon rosae (forma sessuata); Marssonina rosae (forma asessuata), i sintomi sono che compaiono sulla pagina superiore delle foglie macchie nerastre dai contorni irregolari circondate da tessuti clorotici; successivamente le foglie colpite cadono (filloptosi). Questi funghi si propagano rapidamente da una pianta all'altra, è quindi bene intervenire rapidamente non appena si notano i sintomi, per preservare le piante ancora sane; sopravvive all'inverno, come spora, nelle foglie che cadono in terra. E' importante raccogliere ed eliminare le foglie colpite e cadute a terra perché rappresentano la fonte di ulteriori infezioni.

La soluzione più usata è il trattamento con poltiglia bordolese, da effettuarsi in fase di riposo vegetativo perchè dopo può compromettere la fioritura. Durante la fase vegetativa si possono preparare infusi o decotti a base di equiseto o il classico macerato di ortica, efficaci anche contro la peronospora, altro pericoloso fungo che attacca le coltivazioni. da addizionare con il sapone di Marsiglia,  rimedio da opporre anche a insetti, afidi, pidocchi, acari, bruchetti vari sotto forma di larve defogliatrici  da irrorare sulla pianta nelle ore non assolate.

Ho avuto anche qualche problema con l'oidio (Oidium) altra malattia funginea causato dalla Sphaerotheca pannosa varietà rosae, chiamata volgarmente mal bianco perchè ricopre con una patina biancastra le foglie, le condizioni climatiche di caldo umido con piogge frequenti ne favoriscono l'insorgere, molto repentino. Si combatte con irrorazioni di preparati a base di zolfo.

Poi ci sono i coleotteri golosi dei boccioli, in particolare quello che sembra essere il più dannoso è la Cetonia (Cetonia aurata) il maggiolino verde che rosicchia i boccioli, non solo delle rose, rovinando la fioritura o addirittura impedendola facendolo cadere il bocciolo prima che riesca a sviluppare i petali.

Volendo conservare un fiore secco, come farlo seccare? Bisogna posizionala a testa in giù, in una zona calda, asciutta e ventilata e lasciarla così per qualche giorno, una settimana dovrebbe bastare. Trascorsa la settimana necessaria, spruzzatela generosamente con della lacca per capelli, legando il bocciolo con del filo per tenere uniti i petali, poi quando la lacca sarà completamente asciutta tagliare il filo.

Cercando notizie sulle rose, ho trovato diverse ricette io ho fatto questa:

Mettere in un mortaio 120 gr. petali di rosa scegliendole tra le più profumate, con 50 grammi di zucchero, 2 mandorle e pestarli sino a ottenere una polvere fine. Mettere la polvere ottenuta in un recipiente con la chiusura ermetica e unire 1000 cc d’alcool e la buccia rimossa da un limone tipo limoncello. Richiudere il recipiente e fare riposare per 2 settimane al buio, capovolgendolo almeno una volta al giorno.

Preparare lo sciroppo con 1500 cc acqua e lo zucchero rimanente (750 g) e lasciare raffreddare, filtrare l'alcol, scolando bene i petali aggiungerlo allo sciroppo imbottigliare e chiudere ermeticamente, lasciare riposare ancora un paio di mesi: in questo modo, l'aroma del liquore sarà più intenso e corposo.

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RIPRODUZIONE DOMESTICA DELLE ROSE (ho provato più volte senza alcun risultato)

A Morbello la credenza popolare sostiene che per San Sisto, il 7 agosto, tutto quello che si pianta attacca.

Una fonte della zona del Santuario di Savona, mi ha detto la stessa cosa, ma riferita al 23 agosto, santa Rosa.

Ho provato, ma non hanno attecchito, come anche quelle che ho provato in altre date.

LA MOLTIPLICAZIONE PER TALEA può essere eseguita in due periodi: tra giugno e luglio nel caso vengano usate talee non ancora lignificate, cioè di colore verde e dalla corteccia giovane, ma quella che offre maggiore possibilità di attecchimento è quella legnosa cioè rami dalla corteccia scura e consistente. Il momento più propizio è dalla caduta del fogliame a metà novembre a tutto il mese di febbraio.

Si preleva un ramo cresciuto durante l’anno vegetativo deve avere almeno il diametro di una matita, non deve aver prodotto fiori e va tagliato subito sotto un nodo e di questo si sceglie la prima metà, in quanto è la più lignificata. Di questa si effettuano talee della lunghezza di 10/12 cm tagliando al di sotto di una gemma nella parte bassa e al di sopra di una gemma nella parte alta. La parte bassa che andrà interrata dovrà essere intinta nella polvere ormonica. La talea andrà interrata totalmente lasciando fuori terra solo la gemma nella parte alta. E’ preferibile utilizzare vasi di plastica dentro i quali far radicare più talee. A primavera, sul finire di aprile, le talee radicate possono essere estratte dal vaso di taleaggio ed essere trapiantate singolarmente in un vaso di coltivazione del diametro di 20/22 cm. A metà maggio la talea avrà sviluppato un germoglio la cui altezza potrà aggirarsi intorno ai 20 cm che andrà dimezzato per ottenere una ramificazione ceppata dalla base ed avere così a fine giugno una rosa perfettamente radicata e ceppata con fiori al seguito. Durante i mesi estivi nel vaso di coltivazione la nostra nuova rosa proseguirà nel completamento della radicazione ed ai primi di settembre sarà pronta per essere trapiantata in giardino.

Questa la teoria, molti ci riescono, io no!

RIPRODUZIONE COI SEMI. I semi raccolti da una pianta, ci permettono di sapere chi e' stata la madre, ma non sapremo mai da quale rosa ha ricevuto il polline, quindi il padre, e non sapremo quali geni della madre e del padre avranno concorso al patrimonio genetico della nostra rosa. Considerando che le rose che si coltivano sono tutti ibridi, dalla riproduzione da seme si otterranno solo risultati scadenti e molto diversi dagli originali che li hanno prodotti.

ACQUISTO

Le piante a radice nuda, sono preparate in appositi cartocci di plastica o carta d’alluminio all’interno dei quali le radici sono strette in modo compresso da torba o truciolato inumidito, normalmente sono in commercio dai primi di ottobre fino a metà aprile; oltre questo periodo ne va del futuro attecchimento.

Le piante in vasi di plastica vengono messe in vendita dal periodo che precede la fioritura per tutto il periodo dell’anno e consente di piantare rose tutto l’anno ovviamente con la totale garanzia di un immediato e felice attecchimento.

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