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Nel piccolo terreno in Piemonte della famiglia di mia mamma, ho trovato alcune piante di rosa che per anni non sono state accudite, alcune hanno delle lignificazioni significative, il primo problema che ho affrontato è stato di portarle gradatamente a dimensioni più idonee. I fiori che producono sono di colore rosa, rosso, bianco e una con striature di diverse tonalità di rosso molto bella, poi ci sono anche due cespugli di rose a grappoli rosse. Mancava la colorazione gialla così, dopo alcuni tentativi falliti, nel 2014 ho piantato con successo una rosa Speek’s yellow. Curare queste rose mi ha dato immensa soddisfazione così sono riuscito a trovare il posto per piantare due rose Meilland una rosa Monica Bellucci nel 2018 e nel 2019 una "Black Gold" dedicata a "Eddy Michelle".

Come si raccolgono (e potano) le rose?

Ogni taglio prodotto su di un ramo di rosa produce uno stimolo per le gemme sottostanti ad aprirsi e prolungarsi, ciò significa che anche il taglio di uno stelo di rosa in fioritura equivale a una potatura.

L’altezza dove effettuare il taglio per la raccolta quasi sempre si basa sulla quantità di foglie sotto il fiore si devono contare per effettuare il taglio, però i pareri divergono: chi conta 5 foglie, chi ne conta 10 a scendere. Le rose si differenziano per varietà e sono migliaia ed ognuna di loro ha caratteristiche diverse in termini di lunghezza degli steli e di distanza tra una gemma e l’altra con conseguente altezza di taglio diversa.

Una regola di semplice applicazione stabilisce che bisogna recidere la rosa da raccogliere all’esatta metà dello stelo tra il punto di partenza del ramo e il bocciolo. In pratica si recide la rosa a metà della lunghezza dello stelo. Dopodiché acquisiscono molta importanza due fattori: l’inclinazione del taglio e la posizione della gemma sottostante. La regola vuole che la pianta vegeti sempre verso l’esterno, fattore quest’ultimo che porterà il fiore a beneficiare di maggiore esposizione al sole, è quindi necessario tagliare lo stelo in prossimità di una gemma che guarda verso l’esterno della pianta. Il taglio corretto dovrà sempre essere leggermente inclinato. L’inclinazione evita il ristagno di umidità sui tessuti vegetali esposti al taglio che dovrà essere praticato un centimetro al di sopra della gemma.

Con lo stesso criterio relativo al taglio che tiene conto dell’esposizione della gemma verso l’esterno si praticheranno anche le potature invernali, sia che si tratti di una potatura energica o moderata; è preferibile utilizzare forbici a doppio taglio poiché la forbice a battente o a incudine anche se leggera produce un’ammaccatura corticale. è sempre buona norma concludere l’intervento di potatura con un trattamento a base di poltiglia bordolese.

Qui sotto una rapida carrellata delle "mie" rose.

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ROSE

La rosa appartiene alla famiglia delle Rosaceae, come numerose  altre specie molto conosciute quali il pero (Pirus communis) e il genere Prunus che comprende il mandorlo, il ciliegio, il pesco. Rosa … è un genere che comprende circa 160 specie di queste il 70% è originario di Cina, Medio oriente e Giappone, il restante 30% di Europa ed America, sono suddivise in numerose varietà con infiniti ibridi e cultivar, di altezza variabile da 20 cm a diversi metri, comprende specie cespugliose, sarmentose (rami lunghi, pieghevoli e sottili, rampicante o strisciante anche ricadente), arbusti e alberelli a fiore grande o piccolo, a mazzetti, pannocchie o solitari, semplici o doppi. Le specie spontanee in Italia sono oltre 30, di cui la R. canina è la più comune, è quella che si trova ai bordo delle strade con le bacche ovali rosse chiamate in dialetto grattacû. Le rose coltivate sono tutti ibridi, effettuati incrociando rose europee e dell'estremo oriente attraverso diverse procedure: incroci tra varietà diverse di rose (interspecifico); incroci tra specie diverse di rose (intraspecifico); mutazioni naturali; mutazioni indotte dall'uomo con appositi agenti mutageni (raggi X, Y e ultravioletti).

Come si crea un nuovo ibrido di rosa in maniera “naturale”? Prima di tutto dovranno essere scelti i genitori: la “femmina” determina la forza, il profumo e la durata della fioritura, il “maschio” il colore e la fragranza. Quindi, una volta liberati i fiori dai petali, sarà raccolto il polline dall’uno per poi spalmarlo con un pennellino sui pistilli dell’altro. A questo punto, per evitare ulteriori impollinazioni accidentali ad opera del vento o degli insetti, i pistilli saranno coperti con un sacchetto di mussola e lasciati maturare.

I semi ottenuti, se fatti germinare in serra, già il primo anno, possono dare piantine in grado di fiorire, ma è necessario attendere almeno il secondo per valutare in maniera adeguata le caratteristiche del fiore e quindi decidere se la rosa ottenuta dovrà essere conservata oppure estirpata. Inizia il lavoro di selezione che, nel tempo, porterà ad eliminare tutte le piante meno promettenti o con i fiori che non rispondono alle aspettative. Talvolta per ottenere una nuova rosa è necessario fare la selezione tra centinaia e centinaia di piante.

Ci sono caratteristiche positive, e altre negative. Tra le caratteristiche positive ricordiamo la maggiore produttività e la maggiore resistenza alle malattie e alle aggressioni dei parassiti. Queste sono caratteristiche generiche, non presenti tutte contemporaneamente. - See more at: http://www.coltivarelorto.it/ART/0022art0003.html#sthash.bsUZxHdE.dpuf

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ROSA MONICA BELLUCCI Meilland International (Richardier Michèle)

Mi sto appassionando alla coltivazione delle rose, ho deciso di regalarmene una che vidi da parenti in Francia e che mi ha subito affascinato, l’ho comperata e piantata il 16 luglio 2016 ora prospera rigogliosa, si tratta della Rosa Monica Bellucci®, brevetto vegetale: Meimonkeur Ibrido di tea Anno: 2010 creata da Meilland, a Lione che cominciarono a coltivare rose nel 1830 e ne hanno creato più di 3.000 varietà. Il processo di creazione di una nuova rosa richiede fra gli 8 e 10 anni.

La rosa Monica Bellucci® è un raro bicolore rosa scuro con risvolti argentati, dall’intenso profumo di pepe, chiodo di garofano e anice. Il fiore largo è a coppa col diametro di 12/14 cm e circa 50 petali. La pianta, rifiorente da maggio alle gelate, gode di un fogliame folto ed è resistente alle malattie. Altezza: 80/100 cm. foglie grandi, scure, lucide, ovali, molto fitte, cespuglioso, 80-100, fioritura abbondantissima e di lunghissima durata, rifiorenza continua e abbondante.

Questo è quello che si legge nelle brochure, dal vivo l’ho trovata molto bella, con un cespuglio molto folto. Il problema è che la mia ha rispettate tutte le caratteristiche meno che il colore: Il bocciolo presenta bene, ma la rosa è bianca, bianchissima, un bianco stupendo, ma bianco!

Non mi sono dato pervinto e nel 2018 ho comperato una nuova Monica Bellucci, da un altro fornitore, la vecchia l'ho rimossa e regalata, ed ecco la vera, unica affascinante Monica Bellucci! L'accostamento tra un bianco freddo e un rosso gelido la rende simile alla bellezza conturbante dell'attrice a cui è stata dedicata. Il risultato è estremamente gradevole.

"Black Gold" dedicata a "Eddy Michelle" ® Meirysett - Meilland

L'ultimo acquisto è questo ibrido di thea sempre della Meilland che mi ha colpito per l'accostamento dei colori, mentre nella Monica Belluccci sono freddi e tenui, questa sono caldi e intensi.

Il termine Rosa deriva dal sanscrito da cui ha avuto origine sia il vocabolo greco rodon che quello latino rosa.

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La grande varietà di rose disponibili è dovuta alla semplicità con cui specie diverse di rose possono incrociasi tra loro (ibridazione) sia in modo naturale sia in modo “forzato” generando una varietà infinita di discendenti

In generale, si considerano tre grandi gruppi di rose: rose specie (rose selvatiche) e relativi ibridi, rose antiche e rose moderne.

Le rose specie o botaniche sono in genere grandi rampicanti o rose arbustive a fiore singolo e piatto, che fiorisce in tarda primavera o inizio estate, seguito da un abbondante produzione di meravigliose bacche. Sono endemiche del solo emisfero settentrionale del pianeta. Le rose botaniche si adattano ad ambienti diversi dai luoghi di origine, sono resistenti alle più diffuse patologie delle quali sono praticamente immuni.

 Le rose botaniche sono le rose originarie, i capostipiti. I reperti fossili trovati in America e Asia si presume che risalgano a circa 30-40 milioni di anni fa (Oligocene), ancora prima dell’avvento dell’uomo in Africa centrale. I reperti fossili sono verosimilmente simili alle specie ancora esistenti come la R. nutkana e R. palustris.

se ne rintraccia la coltivazione nelle valle del Tigri e dell’Eufrate, Nell’antico Egitto le rose erano coltivate sulle sponde del Nilo e se ne ricavavano oli e unguenti indispensabili per il processo di mummificazione, inoltre nelle tombe, furono rinvenute ghirlande di fiori, tra le quali, rose. Si ritiene che i campioni siano di Rosa x Richardii, nota anche come Rosa sancta o rosa sacra d'Abissinia che è probabilmente una delle più antiche rose in coltivazione, ancora oggi in commercio. In autunno compaiono frutti quasi neri.

Nell’antica Grecia si rendeva omaggio alla rosa con giardini ad essa dedicati. Saffo, la poetessa greca che visse intorno al 600 a.C. e che fu l’animatrice di un cenacolo letterario femminile a Mitilene, chiamò la rosa la “regina dei fiori”.

Nel mondo Romano si faceva uso di Rosa canina endemica, R. gallica e R. moschata. Il fiore intero era utilizzato come ornamento e per estrarne oli per il corpo, i petali per profumare il vino. Furono proprio i romani a dare vita alla tecnica dell’innesto e della forzatura con la realizzazione di serre, svincolandosi così dall’ importazioni dall’Egitto che teneva alti i prezzi.

Le rose antiche sono sicuramente caratterizzate dai forti profumi che le contraddistinguono rispetto agli ibridi moderni. Hanno generalmente una sola fioritura e questa avviene anticipatamente rispetto alle rose moderne (periodo marzo-luglio). In autunno, le rose antiche assumono colori variegati sia nel fogliame, che nelle bacche. Sono generalmente piante resistenti e di dimensioni piuttosto grandi.

Le rose moderne sono le più numerose, quelle che si regalano in mazzi dai lunghi steli, con il classico bocciolo conico e turbinato. Sono varietà di rosa create dall’uomo dalla fine del 1800, frutto di incroci tra le varie specie originarie di Cina ed estremo oriente. La rosa moderna per antonomasia è la Tea frutto dell’incontro tra la rosa Gigantea e la rosa Chinensis, da essa poi ne sono derivati moltissimi ibridi.

Gli Ibridi di Tea sono catalogate HT (Hybrid of Tea) sono le più conosciute e diffuse nei giardini odierni: la “rosa” per eccellenza. La prima rosa HT fu la “La France” e fu ottenuta nel 1867 dal francese Guillot

Le caratteristiche degli ibridi di Tea sono il portamento arbustivo, eretto e cespuglioso, molto ramificato, con foglie spesso lucide e di colore intenso. La forma stupenda del bocciolo a spirale, la tipica corolla solitaria e di grandi dimensioni, la fioritura continua vivacizzata da innumerevoli gradazioni di colore differenti, che vanno dalle tonalità pastello del rosa e del lilla fino al bianco, al rosso e al giallo più saturo. La continua ricerca della perfezione dei fiori e del colore delle moderne ibride di tè fanno dimenticare la seduzione del profumo che non è di certo una peculiarità di queste nuove rose.

I fusti delle rose sono ricoperti di spine acuminate, che hanno la funzione di ancoraggio, che consente alle rose di arrampicarsi e crescere in altezza, questa caratteristica contraddistingue le piante che devono preservare i germogli dalle incursioni degli animali erbivori; lo sviluppo del profumo e del colore hanno la finalità di attrarre gli insetti impollinatori.

La Rosa presenta foglie composte da 5 fino ad 11 foglioline provviste di margini dentati semplici o doppi di colore verde più o meno scuro provviste di peli a seconda della specie.

I fiori sono solitari e riuniti in infiorescenze a corimbo (i fiori, pur avendo differenti punti di inserzione, terminano tutti alla stessa altezza). Il numero dei petali varia a seconda della specie: alcune varietà di rosa cosiddette "antiche" ne hanno solo 5 fino ad arrivare alle rose moderne da 68/70 petali. Gli esemplari che si vedono abitualmente presentano “fiori doppi” nei quali gli stami (gli organi riproduttivi maschili del fiore) si sono trasformati in petali supplementari.

 Grazie agli ibridi si sono ottenuti petali di rosa che possono essere rossi, bianchi, gialli, fucsia, screziati, panna e profumazioni più intense. Nelle rose rampicanti, dove i fiori sono molto piccoli, ma con un evidente effetto decorativo.

Il calice è costituito da 5 sepali (foglie modificate). Il frutto chiamato cinorrodo è formato dall'ingrossamento del ricettacolo ed i semi maturano all'interno (detti acheni, di colore giallo o marrone). Il cinorrodo può essere più o meno grosso a seconda della specie allungato, carnoso, variamente colorato e costituisci un ottimo elemento decorativo.

Ci sono caratteristiche positive, e altre negative. Tra le caratteristiche positive ricordiamo la maggiore produttività e la maggiore resistenza alle malattie e alle aggressioni dei parassiti. Queste sono caratteristiche generiche, non presenti tutte contemporaneamente. - See more at: http://www.coltivarelorto.it/ART/0022art0003.html#sthash.bsUZxHdE.dpuf

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CONCIMAZIONE ROSE

Per la crescita è adatto un concime che apporti azoto per costruire i nuovi tessuti della pianta per favorire la fase vegetativa, ma gli eccessi di azoto possono causare lo sviluppo di un numero eccessivo di getti, rendono la pianta debole a discapito della fioritura. Il concime per la fioritura sarà più ricco di fosforo e potassio (presente nella cenere), adatto ad irrobustire i fusti creati e a fornire l’apporto necessario allo sviluppo dei fiori. La rosa ama lo stallatico.

La potatura delle rose corregge, la forma della chioma, stimola la vegetazione e la fioritura. Leggo che per ottenere buoni risultati, le rose andrebbero potate in tardo inverno, quando la caduta delle foglie è completata e non è ancora iniziata l’emissione dei nuovi germogli ovvero l'epoca migliore della potatura e da meta febbraio, al 20 marzo, in ogni caso non in mesi con freddo intenso questo per evitare che l’intervento possa sottoporre la pianta al freddo molto rigido quando la ferita dovuta al taglio non è ancora ben essiccata, magari a novembre accorciare di 1/3 i rami troppo lunghi. Io, anche per motivi pratici, poto a novembre, più verso la fine, dopo l'ultima fioritura, a fine inverno se serve faccio una rifinitura, a metà marzo ci sono già i germogli, magari un pò prima si possono controllare per non lasciarne troppi. Leggendo nei forum, molti si comportano così e hanno risultati sodisfacenti come ho io. Si procede asportando i rami vecchi, morti, ammalati, spezzati per favorire lo sviluppo di quelli più vigorosi. Poi si asportano i rami che s'incrociano eliminando quelli deboli che si dirigono verso il centro del cespuglio. Quando si asporta completamente tagliare a filo del ramo base. Comunque è meglio una potatura precoce che tardiva: è opportuno non posticipare troppo l’operazione.

E’ importante intervenire nei modi e nei tempi idonei per evitare di compiere tagli che possono impedire del tutto, o ridurre la fioritura di una pianta, bisogna conoscere il tipo di rosa che si ha di fronte per poterla potare correttamente.

Le rose sarmentose, la quasi generalità delle rose botaniche ed alcune delle vecchie rose, fioriscono sui rami prodotti gli anni precedenti.

Gli ibridi di rosa thea, producono fiori sui rami nuovi dell’anno, quindi traggono giovamento dalla potatura corta.

 La potatura deve essere proporzionale alle dimensioni e all’età della pianta. In genere si lasciano 4-8 steli. Ad eccezione delle rose rampicanti, più vigorosa è la potatura, più abbondante sarà la fioritura. Scegliere pochi nuovi rami, tra quelli più robusti e forti quindi tagliate tutto il resto. I fusti malati e più vecchi vanno eliminati alla base. Quasi tutte le rose fioriscono sui rami dell’anno.

Non appena compaiono, occorre togliere i ricacci dal selvatico, cioè quei rami che crescono sotto il punto d'innesto. Sono riconoscibili perchè diversi dal resto della pianta per forma, colore e anche per i fiori. N.B. - Le rose ottenute da talea non producono ricacci selvatici.

Praticare i tagli di potatura con un angolo di 45°, devono essere netti, puliti e fatti circa 1 cm sopra della seconda/terza gemma, o un nodo, utilizzando attrezzi disinfettati e con lame bene affilate. I tagli lontani da gemme o nodi, generano antiestetici mozziconi legnosi, che la pianta stessa deve in seguito escludere dal passaggio linfatico, e difendere da saprofiti e parassiti. La sezione di taglio deve essere inclinata per favorire lo scorrimento dell’acqua dalla parte opposta alla gemma. Scegliete una gemma che sia rivolta verso l’esterno, questo favorirà lo sviluppo armonico del cespo. Quando si asporta completamente una branca il taglio va praticato a filo di ramo.

Accorciare i rami dell'anno (prodotti nella stagione precedente) a 2–3 gemme o a seconda della vigoria, più un ramo è vigoroso più deve essere lasciato lungo (4–5 gemme), e che questa regola vale per i rami più corti all'apice dei rami portanti, ma non per quelli nuovi che partono dal basso o da metà e che possono costituire nuovi rami portanti. In pratica, i nuovi getti lunghi e vigorosi si devono mantenere all'altezza della pianta. Le gemme rivolte verso l’esterno della pianta, producono i fiori più grandi e appariscenti e sì ottiene uno sviluppo rivolto verso l’esterno.

maggiore potatura = fiori più grandi; minore potatura = più fiori ma più piccoli

Potatura estiva e autunnale delle rose La potatura estiva delle rose consiste nel rimuovere i fiori appassiti dopo la prima fioritura.

Asportare i fiori prima che si formino i frutti (cinorrodi), che indeboliscono la pianta e impediscono la formazione di una eventuale seconda fioritura stagionale quindi è utile a far rifiorire la pianta, può essere ripetuta più volte.

Con l’inizio della stagione autunnale la prima cosa fare, in vista della potatura, è liberare le piante da eventuali rami e fiori secchi, senza aspettare l’operazione di potatura.

Le maggiori difficoltà per la coltivazione sono dovute al fatto che è una specie particolarmente soggetta ad attacchi dei più svariati parassiti pertanto, contrariamente a quanto avviene con le altre piante dove si interviene alla comparsa dei sintomi, in questo caso è necessario fare delle terapie preventive.

La principale malattia della rosa (almeno delle mie) è la Ticchiolatura Della Rosa detta macchia nera, che è una malattia fungina (le malattie fungine spesso sono portate da troppa umidità sulle foglie); l'agente causale è  Diplocarpon rosae (forma sessuata); Marssonina rosae (forma asessuata), i sintomi sono che compaiono sulla pagina superiore delle foglie macchie nerastre dai contorni irregolari circondate da tessuti clorotici; successivamente le foglie colpite cadono (filloptosi). Questi funghi si propagano rapidamente da una pianta all'altra, è quindi bene intervenire rapidamente non appena si notano i sintomi, per preservare le piante ancora sane; sopravvive all'inverno, come spora, nelle foglie che cadono in terra. E' importante raccogliere ed eliminare le foglie colpite e cadute a terra perché rappresentano la fonte di ulteriori infezioni.

La soluzione più usata è il trattamento con poltiglia bordolese, da effettuarsi in fase di riposo vegetativo. Si possono preparare anche infusi o decotti a base di equiseto o di ortica, efficaci anche contro la peronospora, altro pericoloso fungo che attacca le coltivazioni.

Il rimedio da opporre a insetti, afidi, pidocchi, acari, bruchetti vari sotto forma di larve defogliatrici è il sapone di Marsiglia diluito in acqua (oppure, un bicchiere di sapone liquido neutro in cinque litri d'acqua, da irrorare sulla pianta nelle ore non assolate). Questa miscela allontana gli insetti e, formando una sottilissima pellicola sulla pianta, ne impedisce il ritorno.

Ho avuto anche qualche problema con l'oidio (Oidium) altra malattia funginea causato dalla Sphaerotheca pannosa varietà rosae, chiamata volgarmente mal bianco perchè ricopre con una patina biancastra le foglie, le condizioni climatiche di caldo umido con piogge frequenti ne favoriscono l'insorgere, molto repentino. Si combatte con irrorazioni di preparati a base di zolfo.

La riproduzione più semplice è per talea: nei mesi di agosto o settembre si procedere con il prelievo di talee lunghe circa trenta centimetri, si mettono in luogo ombreggiato in buche di venti centimetri in vasi con un misto di terra e sabbia. Le nuove nate saranno pronte per il trapianto nel periodo autunnale successivo. Mi hanno anche detto che basta prendere un rametto dopo San Sisto (7 agosto) e piantarlo per terra che fa le radici. Per ora nessun tentativo che ho fatto ha portato risultati.

Volendo conservare un fiore secco, come farlo seccare? Bisogna posizionala a testa in giù, in una zona calda, asciutta e ventilata e lasciarla così per qualche giorno, una settimana dovrebbe bastare. Trascorsa la settimana necessaria, spruzzatela generosamente con della lacca per capelli, legando il bocciolo con del filo per tenere uniti i petali, poi quando la lacca sarà completamente asciutta tagliare il filo.

Cercando notizie sulle rose, ho trovato questa ricetta, che non ho provato, ma mi sembra interessante.

CONFETTURA DI ROSE

200gr di petali di rose

500gr di zucchero

600ml di acqua

succo di mezzo limone

tritare grossolanamente i petali con 200gr di zucchero, lasciare riposare 24 ore. Scaldare l'acqua a fuoco basso con il resto dello zucchero ed il succo di limone. mescolare finchè si sarà sciolto completamente; aggiungere l'impasto di rose all'acqua, alzare la fiamma e cuocere finchè si sarà gelificata(circa 20min). togliere e lasciare raffreddare per 10min e rinvasare. sterilizzare i vasetti per 10min in acqua bollente(i vasetti devono essere coperti di due dita di acqua, e per sicurezza avvolgeteli in canovacci se no,si possono toccare e rompere, lasciate raffreddare completamente dentro la pentola). Importante usare rose profumate; usando Spek's yellow, la marmellata viene fuori gialla.

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AQUISTO E RIPRODUZIONE DOMESTICA DELLE ROSE (ho provato più volte senza alcun risultato)

A Morbello la credenza popolare sostiene che per San Sisto, il 7 agosto, tutto quello che si pianta attacca.

Una fonte della zona del Santuario di Savona, mi ha detto la stessa cosa, ma riferita al 23 agosto, santa Rosa.

Ho provato, ma non hanno attecchito, come anche quelle che ho provato in altre date.

Esistono rose definite di prima scelta, dal cui innesto partono da tre rami in su, e rose di seconda scelta, aventi solo due rami. In questi casi differenziate anche dal prezzo.

Le piante a radice nuda, sono preparate in appositi cartocci di plastica o carta d’alluminio all’interno dei quali le radici sono strette in modo compresso da torba o truciolato inumidito, normalmente sono in commercio dai primi di ottobre fino a metà aprile; oltre questo periodo ne va del futuro attecchimento.

Le piante in vasi di plastica vengono messe in vendita dal periodo che precede la fioritura per tutto il periodo dell’anno e consente di piantare rose tutto l’anno ovviamente con la totale garanzia di un immediato e felice attecchimento.

RIPRODUZIONE COI SEMI. I semi raccolti da una pianta, ci permettono di sapere chi e' stata la madre, ma non sapremo mai da quale rosa ha ricevuto il polline, quindi il padre, e non sapremo quali geni della madre e del padre avranno concorso al patrimonio genetico della nostra rosa.

Il colore, il profumo, il portamento, la resistenza alle malattie, alla siccità, la quantità dei fiori, la rifiorenza, la capacità di riprodursi saranno uniche.

procedere alla semina a febbraio. I semi per germinare hanno bisogno di una temperatura minima intorno ai 6 gradi. Serve una miscela al 50% di torba neutra e sabbia grossolana. Per la germinazione dei semi non e' necessaria la luce.

Come procedere: Tenere i semi immersi in acqua per 24 ore, Posizionare i semi a 5 cm di distanza uno dall'altro, coprirli con mezzo centimetro di composto terroso, coprire il contenitore con  lastra trasparente.

La germinazione dei semi inizierà dopo alcune settimane, in genere da 5 a 7. Quando il seme comincia a germinare, l'embrione emetterà delle foglioline che differiscono dalle vere foglie che spunteranno in seguito  (cotiledoni). tenere i vasetti, pur non vedendo alcun germoglio, anche oltre un anno, perché alcune rarità di variante di rosa hanno bisogno di più tempo per il germoglio

Appena compaiono le piantine collocare il recipiente in una zona bene illuminata, ma non al sole. Scoprire e irrorare regolarmente le piantine con acqua, ma non impregnare il terriccio. In seguito ripiantarla in un vasetto di 7-10 cm. di lato in un composto leggermente concimato. Annaffiare i vasetti e tenerli in ambiente luminoso e caldo, non al sole.

LA MOLTIPLICAZIONE PER TALEA può essere eseguita in due periodi: tra giugno e luglio nel caso vengano usate talee non ancora lignificate, cioè di colore verde e dalla corteccia giovane, quella che offre maggiore possibilità di attecchimento è quella legnosa cioè rami dalla corteccia scura e consistente.. Il momento più propizio è dalla caduta del fogliame a metà novembre a tutto il mese di febbraio. Si preleva un ramo cresciuto durante l’anno vegetativo deve avere almeno il diametro di una matita, non deve aver prodotto fiori e va tagliato subito sotto un nodo e di questo si sceglie la prima metà, in quanto è la più lignificata. Di questa si effettuano talee della lunghezza di 10/12 cm tagliando al di sotto di una gemma nella parte bassa e al di sopra di una gemma nella parte alta. La parte bassa che andrà interrata dovrà essere intinta nella polvere ormonica. La talea andrà interrata totalmente lasciando fuori terra solo la gemma nella parte alta. E’ preferibile utilizzare vasi di plastica dentro i quali far radicare più talee. A primavera, sul finire di aprile, le talee radicate possono essere estratte dal vaso di taleaggio ed essere trapiantate singolarmente in un vaso di coltivazione del diametro di 20/22 cm. A metà maggio la talea avrà sviluppato un germoglio la cui altezza potrà aggirarsi intorno ai 20 cm che andrà dimezzato per ottenere una ramificazione ceppata dalla base ed avere così a fine giugno una rosa perfettamente radicata e ceppata con fiori al seguito. Durante i mesi estivi nel vaso di coltivazione la nostra nuova rosa proseguirà nel completamento della radicazione ed ai primi di settembre sarà pronta per essere trapiantata in giardino.

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