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I periodi migliori per eseguire un intervento di potatura sono durante il riposo vegetativo (potatura secca o invernale) e dopo l'emissione e la completa maturazione delle foglie (potatura verde o estiva).

Il periodo più critico durante il quale è meglio evitare ogni tipo di potatura è quando la foglia si forma e si distende perchè si ha un progressivo incremento di produzione di energia che va a compensare quella consumata con la formazione dei nuovi organi (foglie, fiori, germogli, nuove gemme).

Altro periodo critico è quello che precede la caduta delle foglie; in questa fase, infatti, l'albero immagazzina sostanze di riserva per prepararsi alla ripresa vegetativa della primavera successiva e, a partire da agosto, avvia i processi di lignificazione di buona parte degli organi erbacei formatisi durante la primavera e l'inizio dell'estate.

 Secondo Kim Koder, ricercatore della Georgia University, che condivido, il periodo ottimale di potatura invernale cade dalla caduta delle foglie a Natale.  

Nell'anno 2015, ho provato la tecnica della potatura verde: rispettando tutte le regole di cautela descritte sotto, ho tagliato da uno a tre rami dall'albicocco ogni weekend, possibilmente con la luna vecchia, ma soprattutto in giornate asciutte. Il risultato è stato positivo, l’anno successivo l’albero e apparso folto e ben strutturato e ha richiesto pochissimi interventi di potatura secca.

Il diradamento dei rami favorisce l'attività produttiva, il raccorciamento l'attività vegetativa.

Tecniche di potatura

Le ferite dei tagli vanno coperte con una miscela di acqua e vinavil che funge da disinfettante. (Paolin e Valerio mi hanno consigliato di aggiungere un pò di Poltiglia bordolese)

Se una pianta produce su rami di due o più anni non togliere quelli dove fruttifererà.

Potatura secca > invernale, possibilmente prima delle nevicate in modo che la neve non si accumuli su rami troppo fitti e intrecciati, spezzandoli, inoltre i rami sono attraversati da minore linfa. Poi, prima della ripresa vegetativa, ultimi “ritocchi” anche per sanare eventuali danni invernali.

Potatura verde > estiva (luglio-agosto) Si sfoltisce la chioma di tutte le piante da frutto, serve a favorire il graduale rinnovamento di quest'ultima ed una maggiore produzione dell'albero e renderà la crescita dell'albero più lenta. Per potatura verde si intende l'insieme degli interventi effettuati durante il periodo di riposo estivo della pianta che, a seconda delle condizioni climatiche, si verifica fra la metà di luglio e la metà di agosto. Risulta di aiuto soprattutto nella fase di allevamento delle piante in quanto consente con interventi di rapida esecuzione e di modesta entità. La potatura estiva deve essere leggera, in linea di massima non deve asportare più del 20% (un quinto) della vegetazione, i vantaggi a potatura estiva, sono:

1. Migliore compartimentazione (capacità dell'albero di difendersi da attacchi di funghi che degradano il legno che in questo periodo riducono la produzione di spore) e quindi migliore resistenza ai patogeni;

2. Migliore chiusura dei tagli dunque migliore ristabilimento meccanico del legno;                               torna su

3. Ripresa immediata dell'attività fotosintetica delle foglie da cui la rapida ricostituzione delle riserve;

4. A parità di legno asportato riduce la risposta vegetativa in modo maggiore rispetto alla potatura invernale facilitando il contenimento della chioma su soggetti molto vigorosi;

5. Rispetto alla potatura invernale si hanno minori riscoppi di vegetazione; consente di rettificare l'ingombro della chioma nel periodo dell'anno in cui è massima la sollecitazione;

6. In condizioni di stress idrico-alimentare estivo, riduce i fabbisogni di acqua in quanto viene rimossa una porzione di chioma.

Attenzione che le potature secche troppo anticipate riducono la possibilità di assimilazione di sostanze di riserva nelle radici a causa dell'asportazione di foglie che sono ancora in elaborazione, in pratica bisogna intervenire dopo che la pianta ha perso le foglie.

Il ciliegio, l’albicocco non tollerano drastiche potature, limitarsi ad una leggera pulizia e contenimento, con l’eliminazione del minimo possibile di rami, potare di più l’anno che non ha prodotto tanti frutti.

La potatura favorisce l'attività vegetativa della pianta perché, riducendo il numero di gemme, si concentra in quelle rimaste una maggior quantità di linfa. In secondo luogo con la potatura si ha l'obiettivo di sviluppare nelle piante una forma bilanciata e simmetrica, tale da favorire una uguale distribuzione della linfa in tutte le parti del soggetto.

Scopi potatura:

1) Diradare vegetazione troppo densa cominciando dai rami che penetrano all’interno incrociandosi con altri, per permettere circolazione dell’aria e della luce per consentire la fotosintesi ed evitare marciumi o infezioni batteriche o fungini.

2) Eliminazione rami rotti deboli o ammalati (alla radice, lasciando il collare)

3) Controllo della crescita

4) Creazione forme artificiali

5) Eliminazione dei polloni che usano molta linfa.

6) Negli arbusti accorciare anche i rami che si sono allungato troppo.

La potatura prevede l’asportazione di rami completi, siano essi di grandi o piccole dimensioni della pianta che non è la capitozzatura, che non si deve mai fare, che consiste nel taglio indiscriminato del fusto, delle branche primarie o di grossi rami. Il taglio corretto sarà effettuato in corrispondenza di una biforcazione. sarà netto e quasi parallelo alla superficie del ramo rimasto in modo da non lasciare monconi. Non recidere mai una grossa branca con un solo taglio, perché il peso del ramo, durante l’operazione, crea lacerazioni dei tessuti, segare sotto e sopra il ramo prima del punto stabilito e poi eliminare l’ultimo troncone eseguendo un taglio leggermente obliquo lasciando alla pianta il collare di corteccia che si trova nel punto di unione del ramo al tronco, dove i tessuti sono duri prestando attenzione a non lasciare slabbrature.

Togliere i rami che crescono orientati verso il centro della pianta ed i ricacci verticali interni, eliminare quelli che incrociano altri o che crescono paralleli o troppo ravvicinati tra loro, quelli  che non producono frutti facendo un taglio netto sul tronco dell'albero e non sopra il germoglio. Infatti, se il germoglio cresce sopra quello vecchio, continuerebbe a non produrre. Nell’asportare i rami cercare di ottenere una forma armoniosa e simmetrica.

1. L’angolatura. Su un ramo o una branca, l'angolatura può essere di circa 45, 60 o 120 gradi rispetto all'astone (pianta arborea, di uno o due anni, cresciuta in vivaio e atta ad essere trapiantata a dimora) o alla branca centrale dell'albero. Essere sotto i 45 gradi provoca un angolo troppo chiuso tra ramo secondario e ramo principale,

 2. Il diametro. Il diametro di un ramo secondario, subordinato a un ramo principale, non deve superare il 30% del diametro del ramo principale, questo permette un giusto equilibrio per il passaggio della linfa, favorendo la crescita armonia dell'albero.

 3. L’apertura. I rami, sia all’interno sia all’esterno dell’albero, devono essere disposti in modo da favorire la luce, sia per la formazione delle gemme a frutta che per la colorazione e dolcezza dei frutti al momento della raccolta.

Il taglio di ritorno (può essere anche chiamato taglio di rinnovo): il taglio di ritorno si ha quando si vuole ridurre le dimensioni della chioma si taglia un ramo principale appena al di sopra di un rametto laterale, in modo che questo, più corto, lo rimpiazzi nella sua funzione apicale. La tecnica che permette l’accorciamento di un ramo rispettando la fisiologia della pianta. Deve essere rispettato il rapporto tra ramo principale e quello di ritorno.

Questo sistema non interrompendo il flusso regolare della linfa evita l’emissione di ricacci concentrati nella zona del taglio, e dà alla chioma un’impostazione definitiva che non richiederà negli anni successivi che interventi modesti di correzione e pulizia.

Salvo poche eccezioni è possibile potare con questo sistema tutte le piante da frutta e la maggior parte di arbusti e di alberi ornamentali.

Un pò di definizioni per meglio operare

Rimonda con questo termine si indica la rimozione di rami secchi, lo scopo è di prevenire le rotture e di eliminare i rami secchi che possono essere inoculo di patogeni, questo intervento può essere eseguito in ogni momento in quanto non va a modificare la fisiologia della pianta.

Spalcatura: operazione di potatura che prevede l’eliminazione dei rami più bassi per permettere il passaggio di mezzi e persone. Tale operazione, prevedendo le necessità di passaggio, è meglio effettuarla in fase giovanile.

Succhioni, originano da una gemma latente su rami legnosi ben fuori dal terreno; sono molto vigorosi, salgono verticalmente, si chiamano succhioni proprio perchè a causa della loro verticalità assorbono avidamente i nutrienti che arrivano dalle radici e crescono a una velocità sproporzionata rispetto agli altri rami, sono privi di gemme a fiore, presenti sulle piante giovani e/o molto vigorose, possono essere asportati tagliandoli rasenti al tronco o piegati per favorirne la messa a frutto. L'asportazione conviene farla in autunno, perchè eliminandoli nel periodo estivo primaverile si rischia di indurre la pianta a sviluppare vegetazione e non frutti.

In attesa di potarli, torcere il succhione per evitare che sottragga sostanze ai frutti. Se si tagliasse il succhione nel periodo in cui le gemme di differenziano, questa si vede ridurre la chioma e la induci a differenziare le gemme a legno anzichè a fiore; con la conseguenza di avere una scarsa produzione. Se i succhioni sono diventati grossi e non si possono torcerli, bisogna indirizzarli verso il basso, aspettando l'entrata in dormienza della pianta e potare.

Se su vogliono mettere a frutto, bisogna costringerli a crescere non più in verticale ma in orizzontale con un buon angolo di inclinazione rispetto alla verticale. Si potano in cima per stimolare la produzione di gemme a legno sui lati, si piegano verso la direzione desiderata cercando di non romperli e si legano ad altri rami robusti. In questo modo cessano di "succhiare" e vengono stimolati a emettere altri rami produttivi soprattutto nella parte più orizzontale.

Polloni, sono succhioni che nascono dalla base dell'albero o a qualche centimetro di profondità, si sviluppano dal colletto o dalle radici delle piante; sono inutili per l’economia della pianta, per cui debbono essere asportati durante la stagione vegetativa, tagliandoli rasenti al tronco.                                                                                    

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Le gemme

Organi vegetativi che formano il primordio di un nuovo asse vegetale, da cui possono avere origine foglie, rami e fiori.

Gemme apicali: sono situate all’estremità di rami e fusti, di cui controllano la lunghezza

Gemme laterali: poste alla ascella delle foglie, da esse si sviluppano germogli laterali

Gemme dormienti: sono inattive, possono svilupparsi se stimolate da interventi di potatura

Gemme a legno: sviluppano germogli vegetativi

Gemme a fiore o a frutto: sono più grosse delle precedenti, sviluppano fiori e frutti

Gemme miste

I rami

• Rami a legno: provvisti solo di gemme a legno (polloni e succhioni)

• Rami a frutto: provvisti prevalentemente di gemme a frutto

• Rami misti

• Rami anticipati: derivati da gemme pronte, detti femminelle

• Brindilli: esili rami, nelle pomacee provvisti di una gemma apicale mista

• Dardi: brevi rami, caratteristici delle drupacee provvisti di una gemma apicale a legno ( a volte spinosi) oppure provvisti di numerose gemme a fiore ravvicinate (mazzetti di maggio)

• Branche: rami di due o più anni

Navigando su internet si trovano molte spiegazioni e disegni su come effettuare la potatura, il disegno che ho inserito qui sotto è quello più usato e rende benissimo l'idea di come intervenire.

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Potatura arbusti

Si seguono le stesse tecniche delle piante, in più bisogna intervenire se da uno stesso nodo si sono sviluppati più getti in questo caso occorre eliminare i più deboli, quelli che si incrociano, selezionando i più robusti e quelli più esterni, inoltre vanno eliminati i rami in sovrappiù, recidendoli alla base. Per gli arbusti, avendo finalità ornamentali, va considerato anche il mantenimento di una forma aggraziata.

 Gli arbusti a foglia caduca (quelli che perdono le foglie) si dividono in due gruppi: in quelli che fioriscono dal tardo inverno alla primavera avanzata sui rami che si sono formati l’anno precedente (Forsythia) per questi la potatura si effettua dopo un mese dal termine della fioritura (aprile – giugno) e quelli che fioriscono in estate e autunno sui rami che si formano dalla ripresa vegetativa dello stesso anno (Hibiscus) che si potano prima della ripresa vegetativa, meglio ancora a fine novembre. La tecnica è uguale: bisogna rimuovere i rami evitando sfilacciature, 8-10 millimetri sopra una gemma rivolta verso l’esterno dell’arbusto, angolando verso il basso. Ogni 3-4 anni va eseguita una potatura di ringiovanimento con l’eliminazione dei rami più vecchi e lo sfoltimento della chioma. Il taglio alla base dei vecchi rami stimola la crescita di getti nuovi.

 FORSIZIA (Forsythia europaea) [dopo un mese dal termine della fioritura] tende a lignificare eccessivamente i rami vecchi con scarsa fioritura quindi bisogna tagliarli all’altezza del terreno o in corrispondenza di una biforcazione, mantenendo quello più giovane, accorciare quelli che hanno portato i fiori.

 IBISCO (Hibiscus syriacus) [prima della ripresa vegetativa] ha un portamento erotti non molto ramificato. Si cimano le piante giovani per stimolare la ramificazione  e ottenere un cespuglio più largo. Nelle piante adulte si eliminano i rami secchi o troppo vecchi e malati e si accorciano a 2-3 gemme la vegetazione fiorita nell’anno (taglio di ritorno).

LILLA’: (Syringa vulgaris) [durante e al termine della fioritura] togliere i fiori man mano che appassiscono perché continuano ad assorbire energia che potrebbe essere destinata alla nuova crescita, effettuando il taglio proprio alla base dei fiori. Devono essere potati eventuali gambi extra-lunghi ma in salute per incoraggiare il lillà a far spuntare nuova folta crescita vicino al punto di potatura. se si potasse in estate, si reciderebbe parte la nuova crescita causando quindi una fioritura ridotta la successiva primavera. Se si potasse in autunno o in inverno, il lillà potrebbe non produrre alcun fiore l’anno seguente.

ORTENSIA: ramo singolo che parte dalla base con gemma apicale si lascia, ramo con fiore in cima, si taglia sopra la prima coppia di gemme in basso, taglio obliquo; rami con tanti fiori toglierlo dalla base, ha già dato, ramo debole senza gemme via!

All’inizio della primavera togliere le foglie vecchie alla base, rimuovendo vecchi pezzi di legno in decomposizione

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Potatura delle drupacee

Se si staccano i frutti delle drupacee dalla pianta non maturano.

Il ramo di un anno è rivestito di gemme

Il ramo di due anni è chiamato branchia non ha più le gemme ma le ramificazioni laterali che sono:

1) Mazzette di maggio, sono cortissimi hanno una gemma a legno sulla punta, che creerà un nuovo mazzetto di maggio per l’anno successivo e quelle a fiori (frutti) intorno.

2) brindilli che sono rami fruttiferi lunghi dai 15 ai 25 cm hanno sia gemme a legno che gemme a frutto. Quelle singole andranno a foglia quelle multiple al centro a legno attorno a frutto, la gemma apicale può essere di un tipo o dell’altro. Le lamburde più corte che sono tipiche delle pomacee e che producono i frutti.

3)  rami misti che sono più grossi del brindillo.

Il ramo di tre anni ha i rami laterali di due anni ecc.

I succhioni, sono i rami vigorosi che tirano dritti verso l’alto, hanno solo gemme a legno, vanno tolti tagliando all’altezza del colletto o, in estate, vanno girati in orizzontale legandoli, per mantenere la posizione, per metterli a frutto l’anno dopo. I rami si possono accorciare, ma bisogna sempre lasciare sulla branchia una punta con la gemma terminale perché controlla a livello ormonale il flusso della linfa in tutta la pianta, ma è meglio lasciare una sola punta, facendo un taglio di ritorno, per evitare competizioni tra punte.

Per ridurre una branca, va fatto il taglio sempre all’altezza di un ramo laterale e si chiama taglio di ritorno e serve per ridurre le dimensioni della pianta. Il ramo laterale non deve avere un diametro inferiore a 1/3 di quello principale (se ho una branca di 3 cm il minimo che poso lasciare è un ramo laterale di 1 cm) Se il diametro di un asse laterale diventa simile a quello centrale va eliminato!

Per accorciare un ramo il taglio va fatto obliquo partendo dall’altezza dall’apice della gemma alla base della gemma

Se si lasciassero dei monconi, oltre a favorire l’attacco di germi patogeni, perché non hanno la possibilità di formare il callo difensivo che si genera se il taglio fosse eseguito correttamente, potrebbero avere delle gemme dormienti e gettare altri rami in posti che non servono nulla.

Pesco diradare il 50-70% togliendo rami deboli speronando rami grossi (taglio di ritorno) i rami non vanno accorciati, la gemma apicale va sempre lasciata, quindi o rimuovere tutto li ramo o lasciarlo ripulendolo dai gettini (mazzetti di maggio) e dai rametti secchi. Fruttifica sui rami misti, sono i rami rossicci che partono da branchette di due anni. Le gemme sono a gruppi, misti, quelle più tozze sono a fiore, quelle più esili a legno. La produzione deve essere il più vicino possibile alla branchie principali. Togliere i rami anticipati che sono dei rametti misti secondari che possono fruttificare, ma con risultati scarsi.

Il prugno va potato con più moderazione rispetto al pesco, bisogna lasciare i mazzetti di maggio che sono gettini lunghi 3-5 cm che portano 5-8 gemme a fiore con in test una o due gemme a legno che si allungano ogni anno di pochi mm che, a differenza del pesco, danno frutti validi. Danno frutti anche i Brindilli rami simili ma più lunghi (circa 20 30 cm) e esili, che portano varie gemme a fiore con in testa una o due gemme a legno. I rami misti hanno una lunghezza minima di 50 cm con gemme che possono essere semplici (che di solito sono a legno), doppie o triple, a legno o a fiore, sono rami che, come in tutte le drupacee, fruttificano.

Anche nell’albicocco danno frutti i mazzetti di maggio che sono i gettini lunghi 3-5 cm che portano 5-8 gemme a fiore con in test una gemme a legno, anche il brindillo fruttifica come i rami misti hanno una lunghezza superiore ai 50 cm. Potatura molto leggera nonostante cresca in modo disordinato, quindi togliere gli incroci, ridurre le altezze con tagli di ritorno e basta.

Anche il ciliegio fruttifica sui mazzetti di maggio e procedere come l’albicocco. Potature leggera!

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Potatura delle pomacee

• Per intervenire in maniera corretta è indispensabile conoscere le diverse tipologie di rami presenti sulla pianta, ma anche le varietà con la quale si ha a che fare. Alcune cultivar infatti concentrano la maggior parte della loro produzione su particolari tipologie di rami; ad esempio, la Golden Delicious e la Jonathan producono sui rami misti, la Imperatore tende a produrre sui birindilli, la Red Delicious su lamburde fiorifere e infine la Granny Smith su lamburde fiorifere oppure rami misti a seconda dell’innesto.

• La fruttificazione avviene sui rami di due o più anni (lamburde fiorifere); in alcune varietà (mela Imperatore; pere Coscia e William) anche su brindilli (rami di un anno)

La lamburda è un organo tipico delle pomacee, la cui gemma apicale è capace di produrre solo incrementi vegetativi di pochi millimetri. In sostanza si tratta di particolari tipi di rami o branchette, che possono terminare con una gemma a legno (lamburda vegetativa) o con una mista (lamburde fiorifere).

Brindilli: nelle pomacee esili rami di un anno di età, provvisti di una gemma apicale mista.

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Potatura della vite tipo Guyot

Attualmente si esegue la potatura Guyot ramificato cioè accorciamenti progressivi anziché Guyot tradizionale cioè con i tagli tutti nello stesso punto che creerebbero un ingrossamento del tronco chiamato testa di salice, perché la vite, anziché cicatrizzare i tagli, come le altre piante, produce un cono di disseccamento progredisce verso l’interno pari al doppio del diametro tagliato quindi alla lunga questi disseccamenti ravvicinati specie se riguardano rami di diametro elevato, impedirebbero alla linfa di avanzare.

Fig. 1: Sul tralcio A ci sono i nuovi germogli che porteranno i grappoli d'uva.
Sullo speroncino B ci sono 2 o 3 germogli che non produrranno uva ma servono per il rinnovo.
La zona da dove si diramano tralcio produttivo e speroncino si chiama testa . La testa deve trovarsi circa 20-30 cm. sotto il filo portante in modo da agevolare il posizionamento del tralcio produttivo che si dovrà legare al filo.

Fig. 2: La figura 2 mostra come si presenta la pianta nel periodo primaverile. Quando i germogli hanno raggiunto una lunghezza di 20 o 30 cm. è il momento di effettuare la Potatura Verde. In questo periodo si vedono già i grappolini e i germogli sono ancora teneri e si staccano facilmente con le mani.
Si devono togliere i germogli nati sul tronco, quelli in soprannumero nati attorno al germoglio principale, e quelli posizionati male.
Se alla base dello speroncino si è sviluppato un germoglio non lo si deve togliere perchè è il più adatto a diventare lo speroncino del prossimo anno. Si deve salvare anche un germoglio robusto, nato sullo speroncino, che diventerà il futuro tralcio produttivo. Per evitare che si stacchino a causa del vento, i germogli vengono legati ai fili superiori.

Fig. 3: con la potatura verde, sono stati tolti molti germogli mal posizionati.
Dopo la fioritura si effettua il diradamento dei grappoli . Occorre lasciare un solo grappolo per ogni germoglio; se ne possono lasciare due negli ultimi germogli, posizionati verso la punta del tralcio di produzione, che di solito sono molto vigorosi. Nelle varietà che producono grappoli medio-piccoli, per avere una maggiore produzione si possono lasciare 2 grappoli per germoglio Togliere di preferenza i grappolini più distanti dalla base del germoglio, o comunque quelli difettosi.

Quando gli acini cominciano a cambiare colore, si effettua la Pulizia o diradamento del grappolo . Alcune varietà producono molti acinelli (piccoli acini che non si sviluppano), che se lasciati sul grappolo lo rendono meno attraente. Un bel grappolo deve avere gli acini regolari per dimensione e colore e non essere molto compatto. Quindi con la pulizia del grappolo si tolgono tutti gli acinelli e gli acini difettosi. Non si deve utilizzare una forbice molto appuntita per non danneggiare gli acini. Per evitare marciumi, poco tempo dopo la pulizia del grappolo, si deve effettuare un trattamento anticrittogamico con prodotti rameici o misti. nel periodo estivo.
Il tralcio A sarà utilizzato, nella successiva potatura invernale (Febbraio), come nuovo tralcio di produzione e accorciato: a 10 gemme per le varietà molto fertili; oppure a 12 o 13 gemme per le varietà meno fertili ma vigorose.
Il tralcio B sarà potato a 2 gemme e diventerà il nuovo speroncino per rinnovo.
Il tralcio che ha prodotto l'uva verrà eliminato tagliandolo nel punto C. In questo modo avremo sempre la pianta rinnovata nella parte produttiva, con una forma regolare e contenuta.

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RIASSUNTO

I CINQUE ASSIOMI DELLA POTATURA

1) Effettuare TAGLI NETTI per facilitare la cicatrizzazione delle ferite e lo sviluppo dei nuovi tessuti; più la cicatrizzazione è rapida minore è la probabilità di penetrazione dei funghi e dei batteri.

2) praticare il taglio sopra una GEMMA o un NODO.

3) ricordare sempre che la MASSIMA REAZIONE VEGETATIVA si manifesta con il MASSIMO VIGORE DELLE GEMME apicali e di quelle più prossime al taglio. Quando l'operazione a per scopo di provocare un nuovo sviluppo bisogna tagliare sopra una gemma orientata nella direzione che si vuol far prendere al nuovo ramo.

4) RAMOSCELLI e rami superflui devono essere tagliati alla base, cioè al loro punto di attacco ad altri rami o al fusto.

5) la potatura di riforma varia molto da specie a specie. In generale PIANTE LEGNOSE si riprendono velocemente se la potatura riguarda i rami dell'annata precedente mentre risentono più a lungo del taglio di parti più vecchie.

Per fare i tagli netti incrociare le braccia, la mano destra agisce sulla cesoia la sinistra tira il ramo verso l’operatore in simultanea, mai fare movimenti su e giù con la forbice, al massimo rotatori orizzontali.

IL CALENDARIO (indicativo)

Gennaio – In questo mese si può effettuare la potatura di melo e pero nonché quella di lampone, ribes e uva spina.

Febbraio – Nel secondo mese dell’anno si può procedere con la potatura di albicocco, susino e vite.

Marzo – Si potano le piante di agrumi (al termine della raccolta), pesco e kiwi.

Aprile – Il mese adatto alla potatura di quelle piante che, per un qualsivoglia motivo, hanno subito alcuni danneggiamenti nel corso della stagione invernale. Si può procedere anche con la potatura di quelle piante fruttifere per le quali si era rimandata tale operazione allo scopo di valutare con maggiore precisione i tagli da effettuare.

Maggio – Si possono diradare, se è il caso, i frutti di albicocco, melo, pesco e susino; a seconda dei casi si potano anche gli agrumi.

Giugno – Si effettua la potatura di ribes bianco e uva spina.

Luglio – Nel pieno dell’estate si procede con la potatura di quelle piante che hanno già fruttificato come, per esempio, l’albicocco, il lampone, il limone e il ribes. È il momento giusto per asportare la stragrande maggioranza dei rami che hanno fruttificato.

Agosto – Valgono sostanzialmente le considerazioni fatte per il mese di luglio; si possono effettuare inoltre operazioni di sfrondamento delle chiome che risultano eccessivamente fitte.

Settembre – Mese di potatura post-raccolto. Occorre una certa cautela nell’intervenire nel caso in cui le piogge siano particolarmente abbondanti o la temperatura eccessivamente elevata per il periodo.

Ottobre – Questo mese va dedicato alla potatura delle piante da frutto arbustive. Non si potano invece gli alberi da frutto.

Novembre – Nel caso non si siano effettuate precedenti potature, si può procedere con quelle di albicocco, melo, pero e susino.

Dicembre – Nell’ultimo mese dell’anno non vanno effettuate potature.

POTATURA DI FORMAZIONE

Con la potatura di formazione si conferisce alla pianta l'aspetto futuro, sia dal punto di vista ornamentale che su quello produttivo. Il primo intervento prevede un solo taglio. Il taglio rimuoverà la parte apicale della pianta. Dal taglio eseguito, spunteranno un certo numero di nuovi rami. Su tutti i rami che spunteranno se ne conserveranno solo due/quattro e si taglieranno ad una lunghezza oscillante tra i venti e i trenta centimetri.

Con le successive vegetazioni per ogni ramo, ci si ricomporterà come abbiamo appena visto, se ne lasceranno due/quattro dai venti ai trenta centimetri, mente gli altri si elimineranno alla base, il tutto lo si eseguirà per tre/quattro anni.

POTATURA DI PRODUZIONE

Una volta che lo scheletro della pianta e' formato potrà iniziare la potatura di produzione. Con questo tipo di potatura si provvede ad eliminare i rami secchi, spezzati, malati o che si incrociano quindi si mira a mantenere in ordine la chioma dell'albero.

IMPORTANTE gli interventi di potatura sull'albero risultano essere di difficile cicatrizzazione e molto stressanti per la pianta. Dato che l'albicocco ha stagioni alterni di frutti bisognerà effettuare un intervento più deciso negli anni di magra.

Per i periodi si consiglia quello invernale perchè i rami sono attraversati da minore linfa e così la pianta si potrà preparare poi per germogliare in primavera. Per la potatura estiva limitatamente ad arieggiare la chioma.

Trattare i tagli significativi con mastice cicatrizzante (acqua, vinavil e un pò di Poltiglia bordolese).

 Durante il periodo vegetativo ridurre al minimo secchioni

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