tltolo

 

Coccinelle Formiche Larve di maggiolino Cimice verde e altre cimici
Vespe scavatrici      

In seguito all’impiego eccessivo di prodotti chimici antiparassitari, l’equilibrio biologico fra una specie dannosa e i suoi nemici naturali può essere compromesso profondamente.

Molti insetti come le coccinelle o i lombrichi, che sono anellidi (phylum Anellida), sono i benvenuti nell’orto altri frequentatori sono particolarmente fastidiosi.

I danni alle coltivazioni sono dati dagli insetti fitofagi, che si nutrono delle piante o di loro parti

Una funzione importante la svolgono gli insetti entomofagi, cioè quelli che si nutrono di altri insetti.

I principali insetti entomofagi appartengono all’ordine dei: Coleotteri, Ditteri e Neurotteri.

I Coleotteri costituiscono il più grande ordine tra tutti gli organismi viventi sul pianeta, vegetali compresi; rappresentano, con più di 350.000 specie stimate, il 40% di tutti gli Insetti viventi.

Le uova sono minuscole ma possono essere vivacemente colorate. Vengono deposte in ammassi, in numero variabile da alcune dozzine ad alcune migliaia per femmina. Le larve che emergono dall’uovo vivono all’aperto, entro materie organiche (legno, erbe, escrementi) o sottoterra. Il periodo larvale in alcune specie dura parecchi anni.

Al termine del periodo larvale, le larve si impupano e dopo qualche giorno dalla pupa emerge l’adulto, la cui vita può durare poche settimane o diversi anni secondo le specie.

Gli adulti possono essere predatori e uccidere altri insetti o fitofagi (si nutrono di piante), saprofagi (si nutrono di materiale vegetale in decomposizione), coprofagi (si nutrono di escrementi). Il coleottero più utile in agricoltura è la coccinella. Altri sono dannosi, ad esempio il maggiolino a causa delle sue larve che si nutrono di radici, i tarli, le termiti ecc.

L’ordine dei lepidoptera comprende le farfalle, secondo come numero di specie solo ai coleotteri. Durante la loro vita cambiano radicalmente la struttura del corpo e le abitudini alimentari . Il loro ciclo vitale é caratterizzato da 4 stadi: uovo, larva (o bruco), pupa (o crisalide) ed infine la forma adulta (o imago).

La femmina depone le uova su un vegetale adatto e dopo un certo tempo le uova schiudono e nasce una larva priva di ali e incapace di volare, che si muove grazie a tre paia di zampe toraciche e alle pseudozampe addominali. Il rivestimento della larva non si accresce e quindi deve essere cambiato periodicamente per 3-5 volte (mute). Dopo aver raggiunto il suo massimo sviluppo, la larva matura smette di nutrirsi e cerca un luogo adatto dove trasformarsi in pupa, sotto una foglia, su un ramo o a terra. Con la seta la larva si costruisce supporti con cui attaccarsi al substrato.

Quando la sua cuticola si lacera fuoriesce la crisalide o pupa. I lepidotteri sono quasi tutti fitofagi sia allo stadio larvale che da adulti.

 L’ordine dei orthoptera comprende Grilli, Cavallette, Gli ortotteri sono noti per emettere caratteristici suoni mediante un apparato stridulante: i suoni vengono prodotti dallo sfregamento tra le nervature delle ali o per sfregamento delle ali contro i femori posteriori.

Uno dei fenomeno più interessanti e piuttosto diffuso di quest’ordine di insetti, é quello del gregarismo che porta alla formazione di orde migratrici costituite da un numero sterminato di individui. Hanno un’enorme importanza dal punto di vista agrario in quanto possono attaccare e distruggere intere coltivazioni, ma altrettanta importanza come fonte straordinaria di proteine alimentari per alcune popolazioni.

L'ordine dei Ditteri formato da oltre 6000 specie, Al sottordine dei Nematoceri, appartengono i Ditteri più primitivi; comunemente noti come zanzare; a quello dei Brachiceri i Ditteri più evoluti (mosche, tafani). Le larve, tipicamente cieche, vivono nei più disparati ambienti: nel terreno, nell’acqua, nei materiali in decomposizione, nei nidi di insetti sociali e, infine, all’interno di altri organismi (parassitismo); meno frequente é invece la vita libera all’aperto. Gli adulti sono generalmente ottimi volatori.

Il regime alimentare degli adulti è riconducibili ad una dieta liquida. L’assunzione avviene per aspirazione nei ditteri ad apparato boccale succhiante o perforante-succhiante. 

Gli imenotteri che raggruppano circa 120.000 specie diffuse in tutto il mondo, la più nota delle quali è l'ape domestica da miele Apis mellifera, ma anche formica, calabrone e vespa. Le larve di molte delle sue specie sono predatrici di insetti fitofagi, in particolare degli Afidi. hanno un comportamento sociale, considerate le più evolute tra gli insetti.

Dei Neurotteri se ne conoscono oltre 4500 specie di cui circa 200 diffuse nel nostro Paese. Hanno l corpo simile alle libellule, presentano un tegumento piuttosto molle; il corpo, di colore verdognolo o bruno, è sottile e allungato. Il capo porta antenne generalmente sottili e lunghe, occhi composti ben sviluppati. L'apparato boccale è masticatore. Le ali sono membranose, trasparenti e dotate, in genere, di molte nervature (da cui il nome "neuron"); Le larve sono tipicamente carnivore, Gli adulti sono prevalentemente predatori, molti si nutrono di insetti fitofagi per cui sono considerati utili; sono diffusi in ambienti diversi; le larve sono per lo più terrestri, meno comunemente acquatiche; gli adulti hanno generalmente abitudini crepuscolari o notturne.

Gli Afidi o pidocchi delle piante sono una superfamiglia di insetti compresi nell'ordine Rhynchota hanno un corpo tozzo e di piccole dimensioni, con capo e torace generalmente più piccoli dell'addome; L'apparato boccale è di tipo pungente-succhiante, con rostro. Gli afidi rientrano tra gli insetti fitofagi più conosciuti per gli ingenti danni causati alle coltivazioni. Il loro potenziale riproduttivo è così alto che le loro popolazioni raggiungono in breve tempo livelli tali da causare il deperimento dell'ospite attaccato, sono spesso vettori di virus fitopatogeni.

I Lombrichi sono anellidi e sono animali più antichi, rispetto agli insetti, anche se ne sono i progenitori. Gli insetti, infatti, si sono evoluti da organismi simili agli attuali lombrichi, ma adesso sono tutta un'altra cosa.

I bruchi, che sono lo stadio precedente alla farfalla, o i vermi bianchi, che si possono trovare nella carne andata a male, sono insetti, ma in una fase particolare, ovvero sono larve prima della “metamorfosi” che le trasformerà allo stadio adulto.

I lombrichi contribuiscono ai processi di decomposizione, e favoriscono la stabilizzazione della sostanza organica del suolo.

 

La coccinella è un insetto entomofago tra i più voraci e tra i più apprezzati in orticoltura biologica. Sia le larve di dimensioni da1 a 20 mm, cioè un pò più grande della forma definitiva, che gli adulti sono predatori di afidi o altri insetti di piccole dimensioni. La presenza delle coccinelle tiene lontani moltissimi parassiti dai principali ortaggi come pomodori, fagioli; ne bastano poche per proteggere un orto di qualche decina di metri quadrati.

Esistono coccinelle con varietà di numeri di punti, a partire da due soli (Adalia bipunctata) alla Coccinella septempunctata detta coccinella dai sette punti che ha delle macchie bianche sulla testa, che è quella che ho fotografato mentre "passeggiava" su un pesco. Anche i colori possono essere diversi dal classico rosso e nero.

Le piante che più le attraggono sono il rafano, i cavolfiori, i broccoli. il fiordaliso e il geranio. 

...e ora cominciano i problemi...

torna su

Formiche. Il lato positivo della presenza di formiche è che scavano nel terreno, arieggiandolo; mangiano alcuni insetti che possono essere nocivi per le piantine, soprattutto quando sono larve; girando per l’orto possono contribuire a impollinare i fiori.

Il problema causato dalle formiche è che portano via completamente le sementi durante una notte, possono quindi rovinare completamente una semina effettuata in pieno campo, sono anche estremamente prolifici per cui, spesso, il loro numero li fa diventare dannose per molti tipi di coltivazione.

Senza usare metodi cruenti, si può, dopo aver vangato, lavorare il terreno per una decina di centimetri con una zappa e un rastrello sperando che spostino l’apertura del nido.

Per dissuadere le formiche dal venire a raccogliere o predare nelle zone coltivate, si possono usare essenze naturali dal forte potere repellente nei loro confronti:

·         l'aceto puro, da spruzzare attorno ai fusti delle piante o attorno alle aiuole da proteggere magari aggiungendo un pò di pepe nero.

·         Il bergamotto è una essenza repellente per moltissimi insetti: usare l'olio di bergamotto da diluire in ragione di 10 gocce per litro di acqua, oppure bergamotti freschi, da macerarne 500 grammi tagliati in pezzi conservando la buccia in 10 litri di acqua per dieci giorni, poi filtrala e spruzzarla sul terreno.

·         I macerati più potenti in funzione repellente contro le formiche, sono quelli a base di ortica e di menta.

·         Anche una siepe di menta può essere utile.…e poi c’è sempre il vecchio metodo della cenere…

torna su

Larve di maggiolino (Melolontha melolontha) che è un coleottero, della famiglia degli scarabei Le larve sono lunghe anche 5 centimetri e con un diametro di circa un centimetro. Da adulto diventa grosso, vola poco e fa pochi danni alle piante, ma quando è larva è davvero un disastro, distrugge le radici di tutte le piante sia ortive che ornamentali. E’ difficile da combattere. Il maggiolino compie il ciclo vitale in 3-4 anni, quindi significa che le larve continuano a mangiare radici (estate-autunno) per almeno 3 anni prima di diventare adulte!

La larva di maggiolino è molto simile alla larva della cetonia (Cetonia aurata) che è strettamente detritivora e svolge, le stesse funzioni dei lombrichi, però questo insetto da adulto ama visitare i fiori di diverse piante (rose, peonie, camelie, ecc.) divorandone stami, pistilli e petali e arrecando danni anche ai frutti. E' possibile distinguerle: se le zampette della zona toracica sono piccole e atrofizzate ci troviamo di fronte a una larva di cetonia e si potrebbe lasciarla scorrazzare, mentre se le zampe sono ben sviluppate è una larva di maggiolino e bisogna eliminarlo senza pietà!

Appurato contro chi dobbiamo combattere (la larva di maggiolino), la procedura più efficace è procedere alla rimozione manuale. La lotta biologica andrebbe fatta col fungo imperfetto Beauveria brongniartii Sacc. (Petch), ma i risultati non sono garantiti. Invece sembrerebbero molto efficaci nel caso di infestazione in fioriere i nematodi entomopatogeni che sono piccoli organismi vermiformi che vivono nel terreno a spese di larve di insetti. Le specie più importanti appartengono ai generi Steinernema ed Heterorhabditis che penetrano le loro vittime attraverso le aperture del corpo od anche attivamente attraverso l’esoscheletro. Una volta dentro l’ospite, il nematode rilascia dei microrganismi simbionti che moltiplicandosi provocano la morte dell’insetto in 24-72 ore. Gli insetti uccisi diventano giallo-marroni, o rossastri a seconda della specie. L’attività dei microrganismi trasforma l’interno dell’insetto in un substrato ideale per la riproduzione del nematode il quale compie uno o due cicli riproduttivi, sino a produrre altre migliaia di larve infettive che abbandonano il cadavere ormai putrefatto dell’insetto, in cerca di nuovi ospiti.

I nematodi oltre ad essere molto efficaci nel controllo di diverse importanti specie di insetti dannosi alle colture, sono del tutto innocui per le specie non target ed per gli animali superiori, costituendo così un importante gruppo di agenti di controllo biologico, molto utili, versatili ed in grande sviluppo applicativo. Si acquistano sotto forma di polvere da sciogliere in acqua.

La soluzione ideale per i terreni infestati è lasciare scorazzare, dopo aver ben smosso la terre, una squadra di galline…

Il Maggiolino (Melolontha melolontha)è un Coleottero Gli adulti (circa 20-30 mm di lunghezza) sono allungati di color rosso-brunastro e torace scuro (bruno-nerastro); la parte terminale dell'addome di forma triangolare, con il vertice appuntito verso la parte distale e ricurvo verso il basso, gli adulti sfarfallano in primavera, specialmente a maggio. Solo nel caso di gravi infestazioni, possono provocare danni alle piante  perché si nutrono delle foglie; il danno grave lo possono arrecare le larve come descritto sopra.

La Cetonia dorata (Cetonia aurata L.) conosciuto anche come “maggiolino verde” è uno Scarabeide con adulti (circa 15-20 mm di lunghezza) che hanno una vistosa livrea verde-dorato brillante (in alcune varietà bluastra) e con riflessi metallici. Sono insetti a ciclo annuale, svernano come larva matura, oppure come adulti; compaiono in aprile-maggio, in corrispondenza della fioritura. Il danno, si manifesta sui fiori (soprattutto sulle varietà a fiore bianco) l'attacco provoca la caduta dei petali ed una più veloce necrosi delle strutture fiorali, ma ho scoperto che non si limita a ciò, infatti causa il marciume di molti frutti, in particolare le prugne. Sembra che l’unica lotta sia rimuoverla manualmente al mattino presto che è ancora intorpidita dal freddo notturno, usare un insetticida rischierebbe di eliminare i molti insetti utili.

torna su

La cimice verde è un insetto litofago (che si nutre di vegetali) fastidiosissimo e dannoso, i predatori non lo infastidiscono perché questi insetti possiedono ghiandole odorifere che emettono un odore abbastanza fastidioso. Esistono diverse varietà di cimici Appartenenti alla famiglia Pentatomidae, ordine dei Rhynchota che comprendente oltre 4100 specie tra cui la la Palomena vividissima, conosciuta anche come Nezara viridula che ha il caratteristico colore verde vivo dalla capacità mimetica che la può far variare fino al marrone-rossastro. Pungono le piante, e aspirano la linfa. Con questa operazione, oltre a danneggiare con le punture e la sottrazione del liquido vitale, la cimice si fa anche vettore di virus e infezioni fungine. Quando i frutti sono maturi la sua azione si concentra specialmente su questi.

per fortuna possono essere combattute abbastanza agevolmente sulle piccole superfici, senza ricorrere a prodotti chimici. Si possono spruzzare le piante infestate con semplice acqua e peperoncino, o si può preparare un infuso di tabacco facendo bollire un litro di acqua, nel frattempo si sbriciola in una ciotola un paio di sigarette o una punta di sigaro o due pizzichi di tabacco trinciato: si versa sopra l’acqua bollente e si lascia raffreddare. L’infuso è pronto: metterlo in uno spruzzatore e spruzzarlo sulle piante. E’ consigliabile aggiungere all’infuso un cucchiaio di detersivo per piatti, in modo da aumentarne la tensioattività cioè l’adesività alle piante.

Se l’infestazione è leggera, è consigliabile diluire al 50% il preparato, che può svolgere anche così la sua funzione senza sovraccaricare le piante di sostanze estranee. L’infuso non è dannoso per le piante, l’operazione si può ripetere quante volte si vuole.

Il rimedio più efficace per prevenire gli attacchi delle cimici utilizzare il decotto all'aglio. Da spruzzare di tanto in tanto alla base delle piante nelle ore serali, funziona anche il macerato d’ortica.

Il decotto all'aglio si prepara mettendo 5 o 6 spicchi d'aglio in una pentola d'acqua di medie dimensione e portando il tutto a bollore; dopo circa dieci minuti si mette il decotto a macerare in uno spruzzino. Dopo 24 ore si può sciogliete un cucchiaio di sapone di Marsiglia liquido, per aumentare l'aderenza del prodotto e si spruzza sulle foglie delle piante colpite dai parassiti, tutti i giorni, in poco tempo la cimice verde ed eventuali altri afidi dovrebbero sparire. 

 Non c’è solo la cimice verde, si sta diffondendo molto rapidamente anche La "cimice marmorata asiatica" Halyomorpha halys detta di cimice cinese; Ha l’aspetto delle altre cimici con varie tonalità di bruno sulla parte superiore e sul lato inferiore del corpo. E' particolarmente pericolosa per l'agricoltura perché nelle zone d’origine ha una sola generazione all'anno, mentre nelle zone più favorevoli fino a quattro, con 300-400 esemplari a volta. La prima segnalazione si è avuta in Emilia Romagna nel 2012 ma nel 2016 un autunno particolarmente caldo ha favorito la moltiplicazione degli esemplari, che non hanno in Italia antagonisti naturali. La situazione è drammatica anche perchè introducono l'apparato boccale in profondità sotto la superficie dei frutti per nutrirsi, così gli insetticidi sono inefficaci e i danni molto importanti. 

Ho letto che uno dei rimedi più efficaci per rimuovere la cimice asiatica accettate anche nell’agricoltura biologica è l’olio di Neem che si ricava è un albero (Azadirachta indica) della famiglia delle Meliacee nativo dell'India e della Birmania, che va diluito con acqua e irrorato sul luogo da disinfestare. Un rimedio naturale per tenere lontane dalle finestre e dalle coltivazioni consiste nello spruzzare uniformemente una soluzione di acqua e sapone di Marsiglia.

torna su

Vespe scavatrici

Esistono diverse varietà di vespe scavatrici, ma le più comuni sono due, la Vespula germanica e la Vespula vulgaris. Questa seconda è più piccola, con un corpo che può raggiungere 1 2 cm di lunghezza. Si tratta di due specie pericolose perché, se disturbate, diventano aggressive.

Le vespule germaniche vivono in colonie che possono raggiungere le migliaia di individui, Amano i terreni asciutti e scavano i nidi ovunque nel terreno, particolarmente in luoghi riparati, anche in prossimità di edifici. La vespula vulgaris, oltre a scavare nidi sotterranei, talvolta può essere trovata anche fuori terra, per esempio nelle cassette della posta o appesa agli alberi, hanno un caratteristico corpo allungato di colore giallo e nero.

le vespe di terra Si trovano dappertutto e sono attive di giorno. Si notano di più nei mesi di agosto e settembre, quando aggrediscono tutte le fonti proteiche, comprese le immondizie ed i resti di carne e pesce perchè sono principalmente carnivore e alimentano le proprie larve con insetti che catturano e rinchiudono nel favo assieme alle uova, in modo che le larve se ne possano nutrire. Però amano in modo particolare le fonti zuccherine, come la frutta provocando danni sensibili alle vigne.

Nonostante, da questo punto di vista, la vespa possa essere considerata utile alla lotta contro gli insetti, la sua aggressività e l'abitudine di nutrirsi anche di frutta matura la rendono sostanzialmente un animale indesiderato e nocivo e nelle coltivazioni.

La distruzione dei nidi va posta in atto solo se si è molto consapevoli dei rischi che si corrono, soprattutto occorre proteggersi adeguatamente con vestiario pesante, guanti, occhiali e cappelli, ed occorre essere agili e veloci.

E' sempre preferibile operare di notte, quando le vespe sono tutte nel nido e le loro reazioni sono più lente. Attaccando un nido di giorno non risolvereste il problema, perché le vespe sono tutte fuori indaffarate a procurarsi il bottino. Contrassegnare di giorno il nido con una canna infissa nel terreno a poca distanza (ovviamente, senza danneggiare il nido) per non usare fonti luminose.

Il metodo principe, usato nelle zone rurali, consiste nel versare nel buco di ingresso un litro di nafta o gasolio. Non occorre dare fuoco, le vespe muoiono lo stesso. Altrimenti usale l'ammoniaca è molto meno inquinante della nafta. Versane un litro in ogni buco.

Si possono anche predisporre delle trappole artigianali. Queste si realizzano con dei contenitori appesi, in modo che siano fuori portata dei bambini. In questi contenitori mettete qualche residuo alimentare, come per esempio tonno o scarti di pesce, mescolato con un cucchiaino di insetticida inodore. Le vespe operaie porteranno il cibo avvelenato nel nido, provocando la morte delle larve.

Un altro tipo di trappola elementare può essere realizzato sistemando del miele o frutta molto matura sul fondo di una bottiglia di plastica con un cm di acqua. Appendete la bottiglia così com'é, dritta e senza tappo. Gli insetti (non solo le vespe) verranno invogliati a entrare ma non riusciranno più ad uscire. Appendete queste trappole alla distanza di 8-10 metri una dall'altra.

torna su

L'ortica è un vero e proprio antiparassitario naturale, utile contro gli afidi; l'aglio, altro antiparassitario naturale: la salvia, attira le api ed insetti utili nella lotta ai parassiti e per l'impollinazione, il timo, attira i sirfidi.