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Piante e non solo, che hanno una loro utilità!

Ruta comune

Il sovescio

Euforbia e talpe

Canna comune

Citronella Monarda Calendula Erba Gatta
Oltre a queste le piante che per antonomasia tengono lontani gli insetti sono: il basilico, il geranio e l'alloro

 

La ruta comune (Ruta graveolens) è una pianta della famiglia delle Rutaceae cresce solitamente sulle rive dei laghi alpini, ma può essere coltivata un pò dovunque. E’ una pianta perenne a fusti ramificati, alta circa 80 cm. Presenta fiori gialli. Si mette a dimora nel mese di ottobre o di marzo in terreni ben drenati e soleggiati, prospera in terreni sabbiosi poveri; per mantenere un aspetto compatto, in primavera si recidono i rami, lasciando il legno vecchio.

Tutta la pianta emana un odore spiccato, per alcuni piacevole tanto che si usa per aromatizzare molte grappe e altri liquori oltre che per insaporire diverse pietanza, ma deve essere utilizzata con molta moderazione perché è molto velenosa, a grandi dosi gli estratti di ruta possono causare violento dolore gastrico, vomito, complicazioni sistemiche, fino alla morte. Della ruta si utilizzano le parti terminali della pianta più tenere e le foglie raccolte da maggio ad agosto. Si possono utilizzare anche essiccate.

Un impiego domestico non alimentare, sicuro ed efficace, è quello di tenere qualche ramoscello di ruta fresca negli ambienti infestati dai topi che non ne sopportano l'odore.

La presenza di ruta in giardino tiene lontane anche le vipere. Anche cani e gatti odiano l'odore di ruta. Le foglie essiccate e schiacciate possono avere un effetto insetto-repellente. La ruta era ritenuta l'erba contro la paura: si metteva in tasca, appunto, quando si dovevano affrontare situazioni di paura e le case in cui cresceva erano ritenute privilegiate.

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Il sovescio

Ogni pianta è preferita da determinati parassiti. La maggior parte di questi parassiti, compiuta la distruzione, si rifugia nel terreno o vi depone le uova, in attesa di rispuntare la stagione successiva in forma di larva. Se questa trova già pronte le sue piante preferite, mangia e si moltiplica senza fatica, da qui la necessità della rotazione, che non elimina i parassiti ma consente alle piante di iniziare almeno la crescita in un terreno pulito, nel quale saranno presenti parassiti, ma non direttamente quelli più micidiali per la sua specie.

Esiste una pratica detta "sovescio", che consiste nella coltivazione, sui terreni infestati dai nematodi, di piante con potere nematocida, cioè piante in grado di eliminare la maggior parte dei nematodi, cioè i parassiti maggiormente responsabili della debolezza delle piante, è una pratica assolutamente biologica per sterilizzare il terreno ed eliminare nematodi, funghi, e molti altri parassiti che vivono nel terreno.

Tra le piante utilizzabili nel sovescio, in funzione nematocida, una delle più raccomandabili è il rafano (Armoracia rusticana). L'effetto di contrasto ai nematodi del rafano è naturale, ma molto efficace, ma ha anche altri benefici sul terreno: apporta sostanza organica e migliora la struttura del suolo, grazie all'imponente apparato radicale di questa specie, che ha anche un effetto competitivo contro le altre piante infestanti. Altre specie efficaci sono: Eruca sativa (rucola) e Raphanus sativus (ravanello)

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Euforbia (Euphorbia lathyris) in italiano catapuzia. Le Euforbiaceae, considerate erbe medicinali nell’antichità, presero il nome da Eufòrbo, medico greco del primo secolo a.C. che studiò le piante di questa famiglia, perchè molte hanno benefici utilizzi. L'Euforbia è una painta rifuggita dalle talpe, in realtà, le talpe, per l'orto, sono più utili che dannose poiché si nutrono di insetti, di vermi e di lumache, non di piante coltivate. Il modesto danno che provocano cibandosi di lombrichi è largamente compensato dal beneficio che esse apportano al suolo per il drenaggio facilitato dalle loro gallerie. L' euforbia è percepita a distanza ed evitata dalla talpa, specialmente al secondo anno di vita della pianta, quand’è più carica di sostanze irritanti e velenose, infatti contiene un lattice bianco che è irritante per gli animali e per l’uomo, inoltre ha un cattivo odore (solo per gli animali), così tiene lontane le talpe (ed anche i topi). Comunque è meglio evitare di toccare l’euforbia, specialmente da parte di bambini, perché contiene un lattice irritante, che procura forti dolori alle mucose, specialmente se va inavvertitamente a contatto con gli occhi. Inoltre, ogni parte della pianta è velenosa per quasi tutti gli animali a sangue caldo, tranne, che si sappia, per le capre, che però sembra passino la tossina nel latte. Anche se assunta in piccole dosi, crea conseguenze piuttosto gravi ed è classificata fra le piante più velenose.

Le talpe (Talpa europaea) non sono roditori,sono insettivore dell’ordine Soricomorpha della famiglia delle Talpidae .. è un animale solitario, scavano le loro gallerie per cacciare le larve degli insetti,molti dei quali dannosi all'agricoltura, ma anche i lombrichi così utili per il terreno, inoltre scavando nelle vicinanze di piante appena trapiantate (essendo il terreno anche più morbido) può danneggiare le radici, anche se non per nutrirsene.

Se la loro presenza diventasse troppo invadente, oltre all’Euforbia, senza ricorrere a metodi drastici e cruenti, si può ricorrere a dissuasori acustici ad ultrasuoni, oppure costruendo dissuasori artigianali che tengano lontane le talpe con il loro rumore fastidioso: basta conficcare un rametto nel terreno su cui inserire il fondo di una bottiglia di plastica. In questo modo il vento colpendo la bottiglia darà origine a dei rumori fastidiosi che allontaneranno le talpe.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Canna comune (Arundo donax) appartiene alla famiglia delle graminacee La canna domestica è una pianta erbacea perenne dal fusto lungo, cavo e robusto, che cresce in terreni anche relativamente poveri. La sua area di origine si estende dal bacino del Mediterraneo al Medio Oriente fino all'India, gli antichi Egizi usavano le foglie di questa pianta per avvolgere le spoglie dei defunti; attualmente la si può trovare nelle regioni temperate e subtropicali di entrambi gli emisferi; è stata introdotta in Nord America nel XIX secolo come materiale per la costruzione di tetti e come agente di controllo dell'erosione nei canali di drenaggio. Forma dense macchie in terreni umidi quindi lungo gli argini di fiumi e stagni, ma anche sulle dune sabbiose vicino al mare.

Questa specie fiorisce in settembre-ottobre producendo pannocchie piumose fusiformi. I semi raramente sono fertili e la riproduzione avviene per lo più attraverso rizomi sotterranei. Il materiale che costituisce il fusto. contemporaneamente flessibile e resistente, è cavo, a fine ciclo, possono raggiungere gli otto metri d’altezza rinforzate ogni 20 cm circa da nodi molto resistenti al taglio e alla rottura meccanica. Lo spazio tra nodi è minore verso la base e l’estremo superiore del culmo. Il diametro esterno è variabile tra 1 e 3 cm.

Il ritmo di crescita è molto elevato ed è collegato all’alto rendimento termico per cui costituisce un ottimo candidato per la produzione di biomassa ed è anche fonte di cellulosa per l'industria della carta. La canna domestica è una pianta perenne di grandi dimensioni che produce ogni anno più biomassa per acro di qualsiasi altra pianta erbacea.

Tra i vantaggi, dal punto di vista ambientale, è curioso notare che l'assorbimento da parte della pianta nel corso della sua vita di CO2 equivalente a quella emessa durante la sua combustione.

la canna viene raccolta recidendola alla base. Il periodo migliore per la raccolta è quello invernale, quando il ciclo vegetativo è fermo. raccoglierla in luna calante, per evitare che si tarli. L’ideale è la luna calante di febbraio.

Se le canne vengono raccolte durante l'anno in un periodo differente da quello invernale, è preferibile scegliere quelle che presentano i rametti laterali, perché sono le canne dell’anno precedente.

In agricoltura sono molto utili per sostenere le specie erbacee annuali, che concludono il loro ciclo di vita in un anno solare o meglio generalmente in meno di 9 mesi a seconda dell’andamento climatico. Questo ciclo di vita non consente la lignificazione del fusto, la pianta quindi possiede un fusto poco robusto e sotto il peso dei frutti cede e si piega facilmente.

Tipico l’uso per sostenere i pomodori detti a crescita indeterminata, si usano di lunghezza circa di 210 cm diametro 2-3 cm.

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Citronella, (Cymbopogon Nardus o Cymbopogon Winterianus)[attenzione alle truffe] è una pianta erbacea perenne, sempreverde, originaria dell'Asia meridionale che costituisce l'ingrediente naturale maggiormente utilizzato nella formulazione di repellenti anti zanzara.

 

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Monarda (Monarda punctata) è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Lamiaceae e originaria dell’America settentrionale. E’ molto semplice da coltivare, con una grande adattabilità e ha proprietà repellenti simili a quelle della citronella. Emana, infatti, un intenso odore simile all’incenso che è in grado di confondere le zanzare. La Monarda cresce rapidamente e predilige un’esposizione in pieno sole. E’ molto resistente e tollera bene anche periodi di siccità. Le sue foglie, se essiccate, possono essere utilizzate per fare un ottimo thè delle bibite o nei sacchetti profumati. La sua essenza ricorda quella del bergamotto.

 

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Calendula (Calendula Officinalis) le calendule sono molto resistenti ed emanano un odore intenso assai sgradito alle zanzare. La pianta contiene piretro, un composto usato nei repellenti anti-zanzara.

Le Calendule prediligono un’esposizione in pieno sole e un terreno abbastanza fertile. Oltre a respingere le zanzare, le calendule tengono lontani anche molti parassiti delle piante di pomodoro.

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Erba Gatta (Nepeta Cataria) è molto semplice da coltivare e richiede pochissime cure. La sua capacità repellente può essere amplificata se utilizzata direttamente sulla pelle. Ovviamente se avete un gatto, prendete in considerazione la scelta di un'altra di queste piante anti-zanzara.

Queste piante hanno dimostrato sul campo le loro proprietà repellenti, ma attenzione alla loro collocazione: ci sono, infatti, delle varianti ambientali da tenere in considerazione. Una leggera brezza potrebbe disperdere il suo odore riducendone drasticamente l’efficacia.

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