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Malva si tende a coltivare la sottospecie Malva silvestris Mauritiania, che presenta fiori e foglie più grandi e sono diffuse molte varietà, appartenente alla famiglia delle Malvaceae. a cui appartengono anche il cotone e l’ibisco, della classe delle Dicotiledoni. Il nome deriva dal latino malva ed ha il significato di molle perché dai tempi più antichi se ne riconoscono le proprietà emollienti.

La fioritura della malva inizia a primavera. I fiori si sviluppano scalarmente fino al termine dell’estate; sono composti da cinque petali con striature rossastre.

La coltivazione dura due o più anni. però  più la pianta è vecchia e più diventa sensibile a diverse malattie (soprattutto agli attacchi di ruggine).

Non teme il freddo e neppure il caldo eccessivo o la siccità, si adatta ad essere coltivata in tutta Italia.

La malva è un fiore conosciuto soprattutto per le tisane e i decotti, ma è ottima anche in cucina per insaporire minestroni e zuppe di verdura, si può consumare anche lessata e condita. Si raccolgono i fiori ancora in bocciolo e le foglie giovani. Ai decotti di malva si attribuiscono proprietà calmanti, antinfiammatorie e regolatrici dell'intestino. I fiori hanno anche proprietà emollienti per cui sono utilizzati in cosmesi.

La pianta spontanea della malva cresce negli ambienti più disparati sui prati, su terreni incolti, pascoli, radure… ma anche sui bordi di strade e campi.

I fiori della pianta pianta coltivata possono variare nella colorazione, quelli della pianta selvatica sono violetti e danno anche il nome ad un colore.

 

 

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